Il sindaco: basta, siamo esasperati
Il parroco: questa è opera di un matto e i matti non si possono lasciare liberi
SINDIA. «Siamo provati, siamo davvero provati da questi mesi e da queste ultime settimane difficili. Ho chiesto alla prefettura che ci mandino rinforzi e abbiamo in programma di monitorare i punti critici del paese. Invito in ogni caso i miei concittadini a non fare gesti sconsiderati, a non farsi giustizia da sè». Il sindaco di Sindia, Luigi Daga, è appena uscito dalla messa che precede una marcia della pace che era stata organizzata da tempo dai ragazzi dell’Azione Cattolica, e ha il volto segnato di chi ha trascorso una notte insonne. La sera prima, a qualche ora di distanza dalla scoperta dell’incendio della chiesa di San Demetrio, il primo cittadino aveva convocato una riunione straordinaria della giunta. Una sorta di piccolo vertice, al quale hanno partecipato anche i carabinieri, per fare il punto della situazione. «Abbiamo deciso di intensificare il rapporto e le comunicazioni con la prefettura – spiega Daga – abbiamo chiesto una maggiore presenza di forze dell’ordine. Ci rendiamo conto che non è facile intervenire in una vicenda come questa, a Sindia c’è molto malumore e sfiducia nei confronti delle istituzioni, ma invito i miei concittadini a non fare gesti sconsiderati».
Attorno a lui, sul sagrato della chiesa che si affaccia su corso Umberto, si cominciano a raccogliere le bandiere multicolore della pace. «Non lasciamoci travolgere dalle difficoltà, il Signore non ci lascerà soli» aveva ricordato poco prima, durante la sua omelia, il parroco don Salvatore Biccai, vittima anche lui di uno degli episodi che hanno sconvolto il paese negli ultimi tre mesi: il furto della sua auto. «Questa è opera di un matto – dice il parroco – ma i matti devono trattarli da matti. Non si possono lasciare così».
La marcia della pace, nel frattempo, arriva davanti alla chiesa di San Demetrio. La statua del patrono, adagiata sul tavolo della casetta del comitato porta ancora i segni delle fiamme del giorno prima. «In 70 anni non era mai successa una cosa del genere – racconta Demetria Mura, ex componente del comitato di San Demetrio – ho pianto come non mai». «Sono danni incalcolabili – aggiunge Paola Manca, del comitato di San Demetrio – tutti noi ora vogliamo solo la pace». E i giovani dell’Azione Cattolica si rivolgono al patrono del paese: «È facile – dicono – di fronte alle offese ricevute, al clima di paura e di sofferenza conseguenti ai fatti di questi mesi che i sentimenti che ci tengano uniti rischino di essere rabbia, critiche, vendetta. Per questo vogliamo rivolgerci a te, San Demetrio, perché conforti la nostra comunità e la tenga unita in una fede che rifiuta la vendetta, la rabbia e la disperazione». (v.g.)
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