Fratellanza con chi ha perso il gregge
Un istituto antico che affonda le sue radici nella cultura agropastorale. In quell’insieme di regole non scritte che scandiscono l’esistenza delle comunità agropastorali nell’isola. Quando un pastore...
Un istituto antico che affonda le sue radici nella cultura agropastorale. In quell’insieme di regole non scritte che scandiscono l’esistenza delle comunità agropastorali nell’isola. Quando un pastore perdeva il suo gregge, o perché aveva subito un furto o perché la malasorte lo perseguitava o per una qualsiasi altro tipo di disgrazia, gli allevatori del
circondario offrivano ognuno una pecora così da rimettere in piedi fin da subito l’azienda del malcapitato. Un gesto di fratellanza e amicizia. Un istituto che si è conservato nei secoli ed è stato tramandato nelle generazioni come un rito sociale che serviva a riequilibrare lo status sociale di un membro della comunità finito in difficoltà. Non è la prima volta che sa paradura viene esportata fuori dall’isola.
Il 18 novembre 2009 subito dopo il terremoto in Abruzzo del 6 aprile, a un mese dalla tragedia, dal palco di Voci di Maggio, gli Istentales, per bocca di Gigi Sanna cantante e pastore, avevano lanciato l’idea di ridare anima e corpo alla tradizione di sa paradura. Un mese dopo si misero in corsa 350 pastori di tutta l’isola, della Barbagia come della Gallura, dell’Ogliastra e del Campidano, della Nurra e del Sarrabus. Ogni pecora fu rigorosamente controllata dai medici veterinari della Asl di Nuoro.
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