Insar, lettera all’Anticorruzione

Chiesto un accertamento sul continuo ricorso a consulenti esterni

CAGLIARI. Un’interpellanza in Senato e una lettera a Raffaele Cantone presidente dell’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione. Il tema è l’Insar e il «preoccupante, ripetuto ricorso a professionalità esterne all’organico senza che lo stesso sia suffragato da esigenze operative e neppure direttamente riconducibili agli obiettivi assegnati», come è scritto nella lettera all’Anac inviata da Luciano Uras, senatore di Sel. L’interpellanza, citata nella lettera a Cantone, è stata presentata un mese fa con la firma di undici parlamentari tra i quali anche un altro sardo, Silvio Lai, Pd.

Insar è una società pubblica, per il 55 per cento della Regione e il resto di Italia Lavoro spa controllata dal ministero dell'Economia, ha 20 dipendenti, ma, si spiega nell’interpellanza, ricorre costantemente a consulenze esterne, assegnando gli incarichi nel 65 per cento dei casi per via diretta senza gare pubbliche, nel restante numero di casi pescando i nomi da short list. Insar doveva promuovere politiche attive del lavoro a favore della piccola impresa, ma, a quanto pare, l’elenco dei consulenti, a volte gli stessi, sembra sia ben più lungo di quello delle attività che la società può affermare di aver sostenuto. La lettera inviata all’Anticorruzione chiede che si facciano «tutti gli accertamenti ritenuti opportuni» dato che «si ritiene che la disamina dei dati inerenti il conferimento di incarichi esterni evidenzi tali e così rilevanti anomalie gestionali che inevitabilmente conducono a dubitare della correttezza dell'operato dei vertici societari».

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