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Quanta energia si spende in grotta

Quanta energia si spende in grotta

Inventato da un gruppo di ricerca uno strumento per gli speleologi

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CAGLIARI. Per la prima volta al mondo un gruppo di speleologi ha utilizzato, con l’ausilio e sotto il controllo di ricercatori universitari, un metabolimetro, un piccolo apparecchio legato a un braccio in grado di misurare vari parametri fisiologici incluso il dispendio energetico. Il risultato della ricerca - che puntava proprio ad analizzare il dispendio energetico durante un’esplorazione speleologica - è stato pubblicato dalla rivista internazionale Plos One ed è frutto della collaborazione di alcuni ricercatori dell’università di Cagliari e alcuni collaboratori esterni, tra cui un componente del corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico della Sardegna.

Nella ricerca sono stati coinvolti 40 speleologi sardi, uomini e donne di varia esperienza, che, per conto dei ricercatori, hanno esplorato per circa 10 ore una delle grotte più belle dell’isola, Su Palu, nel Supramonte di Urzulei. Per realizzare lo studio è stato necessario superare notevoli ostacoli logistici e organizzativi. «Finora – spiegano dall’università di Cagliari – non esistevano dati relativamente a questa attività fisica che si svolge in un ambiente del tutto particolare, e che coinvolge molte decine di migliaia di appassionati nel mondo. Avere informazioni precise riguardo la fisiologia dell’esercizio in grotta è determinante per ideare programmi di training ad hoc per gli speleologi, determinare i requisiti nutrizionali e una dieta bilanciata per chi intraprende questa attività, contribuire a ridurre il rischio di incidenti (causati spesso dallo sfinimento) e supportare le relative attività di soccorso, spesso molto complicate e prolungate nel tempo». La ricerca si è concentrata anche sulla nutrizione nella pratica speleologica, un elemento cui qualsiasi attività fisica è strettamente collegata. Per questo, è stata misurata la composizione corporea degli speleologi prima e dopo l’esplorazione, per valutare le differenze nella distribuzione di massa grassa/magra e lo stato di idratazione, e si sono controllate le abitudini alimentari degli speleologi e il relativo apporto calorico.

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