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Entrate, il Pd trova la soluzione ma è scontro col Partito dei sardi

Entrate, il Pd trova la soluzione ma è scontro col Partito dei sardi

CAGLIARI. La giunta ha lanciato il guanto di sfida al governo, pretende più soldi, e dovrebbe essere una guerra santa di tutti. Non è così: nel centrosinistra (senza pace) i partiti sono riusciti a...

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CAGLIARI. La giunta ha lanciato il guanto di sfida al governo, pretende più soldi, e dovrebbe essere una guerra santa di tutti. Non è così: nel centrosinistra (senza pace) i partiti sono riusciti a litigare anche su come e quando prendere a schiaffi lo Stato.

Alleati contro. Alla vigilia della missione a Roma di due assessori – Raffaele Paci e Cristiano Erriu – per ottenere almeno i 70 milioni finora negati dal governo alle Province sarde, la commissione bilancio del Consiglio regionale s’è impantanata su quella che doveva essere una risoluzione a sostegno della vertenza sugli accantonamenti. Sono i 684 milioni che ogni anno lo Stato strappa via alla Sardegna. Proposta dal presidente della commissione bilancio, Franco Sabatini del Pd, la risoluzione sarebbe dovuta servire per sostenere la rivolta della giunta, che ha impugnato le ultime due Finanziarie nazionali. Ma anche a convocare al più presto una seduta straordinaria del Consiglio, con schierati gli Stati generali. Cioè: consiglieri regionali, parlamentari e parti sociali insieme, in aula, per «sostenere con forza le rivendicazioni finanziarie». Bene – anzi male – la risoluzione non è passata.

Veti incrociati. Il documento è stato bruciato dopo un aspro confronto fra Sabatini e Gianfranco Congiu, capogruppo del Partito dei sardi. Fra due consiglieri della maggioranza ed è stato un litigio tutto da raccontare. Prima che la risoluzione fosse discussa – a favore si erano già espressi l’assessore Paci, quasi tutta la maggioranza e l’opposizione – Congiu ha detto. «La convocazione degli Stati generali è esarà solo acqua fresca. Dobbiamo insistere invece sulla sentenza che ha dato ragione alla Valle d’Aosta e imposto allo Stato di restituire a quella regione gran parte degli accantonamenti». Perché per il Pds la strada da seguire deve continuare a essere quella soprattutto quella del conflitto e infatti – sempre secondo Congiu – «dopo aver ritirato, e ha sbagliato i precedenti ricorsi, stavolta la giunta ha impugnato le Finanziarie nazionali e a maggio aspettarci una prima sentenza a noi favorevole».

Giochi d’acqua. La replica di Franco Sabatini, che nel frattempo aveva sospeso la commissione, è stata una cannonata. «Se il capogruppo del Pds definisce acqua fresca la risoluzione – ha detto – allora lui ha scoperto l’acqua calda. Perché finora il Consiglio ha votato non so più quanti ordini del giorno e mozioni sulle vertenze ma non sono serviti a nulla. Il documento, che non ho ritirato ma sospeso, ha invece l’obiettivo di coinvolgere i sardi in questa sfida allo Stato». Sul testa a testa Pd-Pds, Forza Italia ha commentato: «Al dogma della vertenza entrate chiusa con successo ormai credono solo Pigliaru e Paci, mentre il centrosinistra s’è reso conto del bluff».

La missione. Oggi. a Roma, la giunta proverà a fermare il decreto sulle Province. La solidarietà è tanta, ma non mancano i falchi. In caso di esito negativo, Paci ha annunciato: «Ricorreremo al Tar contro un atto amministrativo illogico». Sempre oggi e sempre a Roma a parlare della vertenza saranno anche i parlamentari Luciano Uras (ex Sel) e Roberto Capelli del Cd. Nonostante facciano parte della maggioranza, da tempo non sono i teneri con la giunta e, nella loro conferenza stampa, è facile immaginare fulmini e saette. (ua)

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