Voto, ecco il Ganaulicum la nuova legge elettorale
Il numero uno del Consiglio regionale presenta il suo progetto di riforma Doppia preferenza di genere, soglia del 10% per le coalizioni e del 5 per i partiti
CAGLIARI. La doppia preferenza di genere, giusta e scontata, ma non solo: più partiti in aula, più territori rappresentati, più democrazia. È questa la sintesi, quasi perfetta, della proposta di riforma della legge elettorale regionale, firmata dal presidente del Consiglio regionale e consegnata ai capigruppo, per aprire il confronto. Gianfranco Ganau l’aveva promesso ed è stato di parola, dopo aver detto, nella conferenza di fine anno, «quella con cui siamo stati eletti, nel 2014, era e resta una legge porcheria». Lo è stata, una schifezza, sin dall’inizio con appena quattro donne elette su sessanta consiglieri e per buona parte della legislatura, con un valzer di onorevoli in uscita e in entrata dal Palazzo: una decina, in tutto. Con la stagione dei ricorsi alle spalle ma anche molto prima, i partiti si sono dati tutti un gran daffare per modificare la legge e, in questi mesi, la commissione riforme ha protocollato almeno cinque bozze. Ora c’è anche quella della presidenza, ribattezzata il Ganaulicum, con gli uffici del Consiglio che hanno lavorato duro per trovare la soluzione, o meglio un possibile punto di partenza, e centrare l’obiettivo finale: approvare la riforma a marzo, subito dopo la Finanziaria. La nuova legge, questa o qualunque altra, servirà soprattutto a cancellare l’ignominia del 2013, quando – un anno prima delle ultime regionali – il Consiglio dell’epoca bocciò a scrutinio segreto l’articolo sulle “pari opportunità in politica”. La dichiarazione più incisiva di Ganau dopo la consegna del testo è stata questa: «Il nostro è un tentativo di correggere le deformazioni scatenate, a suo tempo, da una logica di autoconservazione e che hanno portato, colpevolmente, a non garantire, in questa legislatura, da una parte un'adeguata rappresentanza di genere e dall'altra una rappresentanza politica che rispettasse fino in fondo il voto degli elettori».
Doppia preferenza di genere. La proposta di Ganau è nei fatti una filiera a difesa del principio. Perché – secondo la bozza – la parità uomo-donna dovrà essere prima di tutto nella liste, con il 50 per cento dei candidati a testa, e poi al momento del voto. Le preferenze saranno due e potranno essere solo miste, in caso contrario se anche la seconda fosse dello stesso genere della prima, dovrà essere annullata,
Non solo due. A essere eletti, oltre al vincitore e al primo degli sconfitti, saranno anche i candidati presidenti classificati a ruota, ma che comunque hanno ottenuto il 10 per cento del totale dei voti assegnati ai governatori in corsa. Se la bozza fosse stata in vigore nel 2014, ad esempio, Michela Murgia, candidato-presidente di “Sardegna possibile” oggi avrebbe il suo seggio.
Sbarramenti. Le coalizioni, così com’è adesso, dovranno superare la soglia del 10 per cento. Ma a loro volta i partiti alleati dovranno raggiungere – sempre all’interno della coalizione – il 2 per cento dei voti validi e sarà questa la condizione per partecipare poi alla ripartizione dei 60 seggi. È un’altra correzione decisiva: dovrebbe evitare la confusione del 2014 fra resti e voti residui sollevata dal Tar e dal Consiglio di Stato fino ad annullare la proclamazione di alcuni eletti e ripescare invece altri. È confermato lo sbarramento del 5 per cento per le liste non in coalizione. Ci sono però altre due novità. La prima prevede il recupero del partito che non ha raggiunto la soglia del 2 per cento all’interno della sua coalizione oltre il 10: avrà un posto in aula come “miglior perdente”. La seconda novità, sempre nella bozza Ganau, è l’assegnazione dei seggi anche fra i partiti delle coalizioni sotto il 10, ma per avere un seggio dovranno aver raccolto un loro 5 per cento.
Collegi e premi. Confermati le attuali otto circoscrizioni elettorali, sono le vecchie Province, ma con la garanzia di un’effettiva “rappresentanza territoriale”, saltata invece nel 2014. Confermati infine i vari premi di maggioranza stabiliti dalla vecchia legge
I dubbi. Sulla bozza Ganau sono già diversi. Per il Partito dei sardi «è una proposta pesante, complicata e anche discutibile». L’Upc ha ipotizzato subito «possibili profili di incostituzionalità», mentre il movimento «Meglio in due» ha annunciato per domani, alle 10.30 a Nuoro, davanti alla casa natale di Grazia Deledda, una manifestazione dallo slogan forte: «Non solo parole, ma fatti». (ua)
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