La Nuova Sardegna

Valsecchi, il re del tonno investe otto milioni di euro su As do Mar

di Giandomenico Mele
Valsecchi, il re del tonno investe otto milioni di euro su As do Mar

Olbia, il nuovo presidente annuncia nuovi investimenti. In crescita anche la produzione: da 10mila tonnellate del 2013 alle attuali 14mila

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OLBIA. L’industria del tonno non conosce fermate. La lunga marcia del marchio As do Mar e della Generale Conserve avrà in Olbia il suo motore, si scala sulle marce alte e non sono previste frenate. Il pilota ha l’esperienza e la conoscenza del mercato per garantire continuità, ma soprattutto sviluppo.

Adolfo Valsecchi ha preso il posto di Vito Gulli, dopo aver acquisito già da alcuni anni il controllo delle quote e promette grandi investimenti su Olbia. «La mia missione è quella di rilocalizzare la produzione al centro dei mercati di consumo, per questo investiamo in tecnologia, per trasferire anche processi di lavorazione da altri settori dell’industria alimentare – spiega Adolfo Valsecchi –. Nello stabilimento di Olbia quest’anno investiremo altri otto milioni di euro in tecnologia avanzata. I nostri lavoratori sono ad alta qualificazione, puntiamo sulle risorse umane per far crescere la nostra azienda. Vogliamo migliorare la resa tecnica, utilizzare più materia prima di qualità che possa diventare il nostro tonno in scatola. Poi abbiamo il valore aggiunto del made in Italy. Ma soprattutto i nostri impianti e il personale che li sa condurre». Per chi aveva dubbi, un’apertura di credito importante. Valsecchi usa spesso il concetto di squadra e, soprattutto, apre lo spettro di grafici e tabelle. Sono i numeri a indicare la realtà d’impresa e non i buoni propositi.

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I NUMERI. Ore lavorate: nel 2013-2014 sono state tra le 365 e le 370 mila. Nel 2015, 381 mila. Con un picco straordinario nel 2016: 544 mila ore lavorate. Segno di una produzione che cresce, insieme al numero di persone impiegate. Per quest’anno si prevedono ulteriori assunzioni: il personale fisso (con contratti a tempo indeterminato) è cresciuto dai 116 lavoratori del 2013 ai 196 del 2016: ottanta posti di lavoro in più per una crescita vicina al 70% nel triennio. I picchi stagionali di produzione vedono impiegate complessivamente, tra fissi e stagionali, circa 360 persone.

INVESTIMENTI. «Conosco Olbia e la Sardegna dai tempi di Palmera, l’ho ritrovata in questi ultimi due anni e posso dire che ho riconosciuto un potenziale importante, con lavoratori moderni e preparati – continua Valsecchi –. Qui ci sono grandi potenzialità e a lungo termine. Dal mio arrivo, nel 2014, siamo partiti con 4 milioni di euro di investimenti, che sono saliti a 12 milioni di euro nel biennio 2015-2016. Non credo ci siano dubbi sulla mia volontà di puntare sullo stabilimento di Olbia».

Dopo essere stato il pioniere della delocalizzazione, sfruttando le economie di scala e portando la produzione direttamente sui luoghi di pesca, Valsecchi punta a rilocalizzare, trasferendo la produzione al centro dei mercati di consumo. Per questo Olbia diventa sempre più strategica per Generale Conserve e il marchio di tonno in scatola As do Mar. I numeri ancora una volta aiutano a capire. Tra il 2013 e il 2015 le materie prime lavorate nello stabilimento in città si sono attestate intorno alle 10mila tonnellate. Nel 2016 sono cresciute da 10mila a 14.200 tonnellate, con un aumento del 40 per cento, trainato proprio dai marchi As do Mar e dalle marche private che seguono i canali della grande distribuzione: da Conad, al ritorno nei negozi a marchio Coop, passando per Eurospin.

Un trend che nel 2017 è destinato a crescere ulteriormente, con la previsione di 16mila tonnellate di tonno lavorato, un 15 per cento in più rispetto all’anno scorso. «As do Mar cresce in tutti i segmenti del mercato, da una quota del 7 per cento nel 2015 a un 8,5 per cento previsto per il 2017 – conferma Valsecchi –. Siamo solo dietro a Rio Mare sul mercato italiano, mentre rimaniamo leader nel segmento Premium, grazie alla qualità del nostro tonno. Il nostro motto sarà osare senza perdere mai il controllo».

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