I minatori di Olmedo chiedono aiuto ai sindaci
La protesta delle tute arancioni arriva in Comune a Sassari: «Vogliamo un futuro» Nicola Sanna fa da tramite con la Regione: domani incontro con l’assessore Mura
SASSARI. «Non vogliamo più essere dipendenti dell'Inps, vogliamo essere dipendenti di un'azienda che ci dia prospettive per il futuro, restituendoci non solo il lavoro, ma anche la dignità di essere lavoratori». Emilio Fois ha 41 anni ed è un minatore. Per tredici ha estratto bauxite dalla miniera di Olmedo, lavorando senza sosta insieme con una trentina di colleghi, immersi nel buio della terra, a 200 metri di profondità. Un lavoro difficile, ma che ha garantito per anni uno stipendio sicuro con cui mandare avanti la famiglia. Fino all'aprile del 2015, quando la S &B, la società che aveva in mano la concessione regionale, decise di fermare l'attività estrattiva nel giacimento minerario. Da quel momento è iniziato un purgatorio che va avanti da due anni. Prima dodici mesi di cassa integrazione. Poi l'ingresso nelle liste di mobilità. Un paracadute sociale con bretelle sottili come fili di ragnatela e con una scadenza: luglio 2017.
Ieri Emilio, insieme con i suoi colleghi che da 18 giorni presidiano l'ingresso di quella che considerano ancora la loro miniera, ha iniziato una marcia itinerante in tutti i municipi del territorio. Quattro giorni fa le tute arancioni con ancora il marchio S&B hanno occupato la sala consiliare del Comune di Olmedo, incassando la piena solidarietà del sindaco, Toni Faedda. Ieri i minatori hanno fatto tappa a Uri e a Villanova Monteleone, dove ad accoglierli per testimoniare la vicinanza del territorio alla loro lotta, c'erano anche i primi cittadini di Monteleone Rocca Doria e Padria in rappresentanza dell’Unione dei comuni del Villanova. Poi, nel pomeriggio si sono spostati a Sassari. A Palazzo Ducale, sede del Comune, sono stati ricevuti dal sindaco, Nicola Sanna. A lui Emilio e gli altri minatori in mobilità, affiancati dai rappresentanti sindacali Massimiliano Muretti e Gavino Doppiu, Cgil, e Simone Testoni, Ugl, hanno consegnato una lettera appello. Un documento stilato dai lavoratori con cui si chiede il sostegno concreto a tutti gli amministratori del territorio, non solo per arrivare a una rapida soluzione della vertenza sulla miniera di bauxite, ma anche per riportare sul tavolo della Regione l'intero pacchetto di crisi che riguarda il settore industriale del nord ovest Sardegna.
La rabbia dei minatori di Olmedo messi all'angolo, è riscoppiata due volte nell'ultimo mese: prima per lo stallo infinito del passaggio della miniera nelle mani della cordata sardo-greca Sms Log - European Bauxite Sa, che dopo essersi aggiudicata la concessione regionale sul giacimento di Olmedo, ha girato l'autorizzazione alla Elmin Italia, una controllata della stessa European; poi, venerdì, per l'annullamento, 40 minuti prima dell'ora stabilita, di un incontro fra il nuovo gestore e i sindacati. L'incontro si sarebbe dovuto svolgere in videoconferenza fra Cagliari, uffici regionali, e la Grecia, e i concessionari del giacimento avrebbero dovuto spiegare le loro intenzioni sulla miniera di Olmedo, dando garanzie per il riassorbimento al lavoro dei 24 minatori in mobilità. Il voltafaccia della azienda non è stato preso bene dai sindacati e dai lavoratori, che ora chiedono alla Regione di convocare un nuovo vertice entro la settimana. Il sindaco di Sassari si è impegnato a spalleggiare la battaglia dei minatori e a coinvolgere gli altri sindaci dell'area metropolitana. Intanto, durante il colloquio con i lavoratori ha strappato in diretta telefonica un incontro fra l'assessore regionale al Lavoro, Virginia Mura, e gli stessi minatori: l'appuntamento è per domani mattina a Sassari.
(ha collaborato Leonardo Arru)
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