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Mosca sedotta dalla cucina sarda

Mosca sedotta dalla cucina sarda

Successo per la trasferta russa di 12 imprese isolane: arrivate le prime richieste

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SASSARI. È scoppiato l’amore tra i russi e la cucina sarda. Nella missione di StoreSardinia a Mosca per la promozione dell’agroalimentare ci sono stati 200 incontri con i buyer, 400 punti vendita raggiunti e oltre mille richieste di informazioni. E sono già arrivate anche le prime richieste di prodotti e di contratti da sottoscrivere. È questo il primo risultato della trasferta moscovita delle imprese sarde dell’agroalimentare che, nell’ambito del progetto StoreSardinia promosso da Confartigianato Imprese Sardegna, hanno fatto conoscere le creme alimentari spalmabili, il pane carasau con le numerose varianti snack, i malloreddus e la fregola, le panadas, gli oli di oliva e lentischio, le olive in salamoia, i vini bianchi e rossi, i liquorosi da dessert e gli amaretti integrali a importatori, responsabili delle catene di supermercati e gourmet, ristoratori, albergatori e giornalisti specializzati russi. La missione in Russia è stata impreziosita anche dalla visita dello stand della Sardegna, unica regione italiana rappresentata alla fiera insieme all’Emilia Romagna, da parte dell’ambasciatore italiano a Mosca, Cesare Maria Ragaglini, che ha potuto così apprezzare la varietà della produzione agroalimentare sarda.

«L’interesse per i prodotti sardi è molto forte – commenta Stefano Mameli, coordinatore del progetto – a riprova di questo le imprese, attraverso i faccia a faccia con i compratori russi, hanno immediatamente potuto ragionare di produzioni, prezzi, packaging e spedizioni ma anche dei gusti più adatti al mercato russo e delle varie forme di promozione da attuare nei supermercati e nei ristoranti. Nulla è stato lasciato al caso e i primi risultati stanno arrivando, infatti le aziende hanno avuto richieste di prodotti da testare sul mercato e alcune di queste si apprestano, in questi giorni, a sottoscrivere i primi contratti. Anche l’attenzione per la Sardegna è alta perché in Russia si comincia a conoscere la nostra qualità della vita, e la longevità della popolazione, il tutto legato all’alimentazione e quindi alle piccole ma eccellenti produzioni agroalimentari e vitivinicole. Insomma, la Sardegna è vista come una terra quasi magica». L’attesa ora è per le prossime trasferte che le imprese affronteranno e per l’arrivo in Sardegna dei buyer e giornalisti specializzati. Nel primo caso, a breve, le aziende saranno impegnate in Kazakistan e in uno degli altri Paesi euroasiatici. In autunno, invece, è previsto l’arrivo in Sardegna dei compratori e della stampa di settore specializzata proveniente dalle nazioni coinvolte nel progetto.

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