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Trasporti, il G7 a Cagliari si terrà il 21 e 22 giugno

Trasporti, il G7 a Cagliari si terrà il 21 e 22 giugno

Delrio annuncia le date del vertice: sarà ospitato nell’ex Manifattura tabacchi Pigliaru: «Una grande opportunità, avremo visibilità internazionale»

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CAGLIARI. La prima scelta era quella buona: il G7 dei trasporti sarà organizzato a Cagliari, nell’ex Manifattura tabacchi, in pieno centro, dal 21 al 22 giugno. Svanito il sogno per Alghero. Come annunciato giorni fa in esclusiva da La Nuova, ieri – dopo il sopralluogo di una delegazione ristretta in viale Regina Margherita – dal ministero ai trasporti è arrivato l’ultimo lasciapassare ufficiale. «Logistica e sicurezza qui sono a posto», è stato l’unico passaggio trapelato dalla relazione secretata e inviata dalla prefettura di Cagliari al governo. A quel punto, Roma ha confermato le indiscrezioni di qualche giorno fa e messo fine anche al sogno di Alghero. L’annuncio ministeriale è stato salutato dal governatore Francesco Pigliaru come «una grande opportunità per la Sardegna. Avremo visibilità internazionale e dobbiamo essere capaci di sfruttarla fino in fondo».

Il ministero. Confermato nel passaggio dal governo Renzi a quello Gentiloni, è stato proprio Graziano Delrio, ministro ai trasporti e alle infrastrutture, a volere che il G7 si svolgesse in Sardegna e a candidare Cagliari. L’aveva promesso a Pigliaru, un summit internazionale, e ha mantenuto la parola. Sarà sempre lui, salvo futuri colpi di scena romani, ad accogliere a fine giugno la commissaria europea Violeta Bulc, delegata ai trasporti, e i ministri di Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Usa. Come anticipato dallo stesso Delrio, stavolta all’ordine del giorno ci saranno soprattutto due temi: il valore sociale e l’alta tecnologia. «L’obiettivo – testuale dalla nota del ministero – è rendere d’ora in poi ogni servizio sempre più equo, sostenibile e accessibile, per puntare alla coesione fra i cittadini e di conseguenza allo sviluppo». I trasporti – è scritto nel comunicato – «devono avere un ruolo fondamentale nell’integrazione fra le comunità e per questo la discussione, a Cagliari, non potrà essere ristretta ai soli collegamenti o alle opportunità di spostamento, ma andrà allargato. Perché le infrastrutture da sempre sono un bene collettivo intorno a cui si aggregano il senso di appartenenza e la partecipazione, con un’attenzione particolare alla tecnologia, va messa sempre più al servizio dei cittadini, e alla sicurezza». Il G7 sarà – è la conclusione del ministero – «l’occasione per conoscere e studiare i progressi compiuti a livello internazionale». E forse potrebbe per la Sardegna potrebbe essere anche utile copiare le meraviglie che altrove riescono a realizzare.

La Regione. «Ospitare il G7 darà alla Sardegna la possibilità di portare l'attenzione dell’Europa su un tema che per noi è cruciale: pari diritti nei trasporti con chi vive sulla terra ferma», è stato il commento del governatore Francesco Pigliaru. Che ha aggiunto: «Accogliamo con soddisfazione la scelta di Cagliari, ma come abbiamo chiesto con forza al presidente del Consiglio Gentiloni, ci aspettiamo, allo stesso tempo e senza ulteriori ingiustificabili ritardi, che si sblocchino i cantieri di La Maddalena, ancora penalizzata dal G8 del 2009 negato dal governo Berlusconi».

Il precedente. Cagliari ha ospitato già un summit internazionale. Nel 2007, in un albergo a cinque stelle, si riunirono per tre giorni i ministri della difesa del Mediterraneo. Intorno a al D10, la sigla dell’evento, fu organizzato uno cordone di sicurezza molto stretto e capace di reggere bene alla protesta degli antimilitaristi e dei pacifisti.

La sicurezza. Questa volta la sede è pubblica, era una delle condizioni poste dalla Regione, ed è persino più al centro della città: davanti al porto, a un passo da via Roma e dal Consiglio regionale. Però la Manifattura – intesa come struttura – è stata dichiarata perfetta dagli inviati del governo e della prefettura. Ma lì a giugno potrebbe essere più complicato garantire la sicurezza rispetto al vertice del 2007. Il motivo è presto detto: le delegazioni dei sette paesi dovranno spostarsi sempre dagli alberghi alla Manifattura, con il rischio che, in quei giorni, Cagliari finisca per essere blindata e paralizzata. (ua)

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