La Nuova Sardegna

Pd, il congresso ostaggio di Roma

Ma i tre candidati alla segreteria regionale difendono la data del 19 marzo

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CAGLIARI. Il congresso regionale del Pd è nelle mani di Roma. O meglio dell’assemblea nazionale di domenica in cui Renzi potrebbe presentarsi dimissionario e poi aprire subito le danze per il vertice del partito. Se così fosse, tutte le altre scadenze di marzo, oltre che in Sardegna le primarie sono state annunciate in Liguria e Veneto, potrebbero essere congelate fino a slittare all’inizio di maggio. Ma i tre candidati alla segreteria regionale non sono così sicuri che questo accadrà. Anzi, Francesco Sanna (soriano), Giuseppe Luigi Cucca (renziani ed ex Diesse) e Yuri Marcialis (Sinistra Dem e La Traversata) vorrebbero l’esatto contrario: la conferma del 19 marzo come giorno in cui sarà eletto il successore del dimissionario Renato Soru. Il motivo è lo stesso per tutti e tre: «Il Pd sardo ha bisogno di una guida. Siamo da troppi mesi senza. Il confronto politico è una necessità e non può essere rinviato». Soprattutto perché la macchina congressuale è in movimento da più di una settimana, con i programmi dei candidati già pubblicati sul sito del Pd sardo, mentre il 4 marzo saranno presentate le liste a sostegno di ciascuno dei tre. «Le decisioni nazionali avranno il loro peso ma penso che il rinvio del nostro congresso potrebbe essere al massimo di una settimana. Cioè: sarà possibile solo nel caso in cui entro marzo, ai gazebo, si voti anche per il segretario nazionale e allora sì che le doppie primarie potrebbero svolgersi lo stesso giorno», è il pensiero del senatore Giuseppe Luigi Cucca. Per il deputato Francesco Sanna, che in queste ore ha lanciato l’hashtag Passione e non scissione, il ragionamento non è molto diverso: «Dobbiamo evitare che il congresso nazionale soffochi quello regionale. Dopo troppe contrapposizioni, il Pd sardo deve rappacificarsi e può succedere solo se non saremo distratti troppo dagli avvenimenti romani». Chi non ha dubbi è Yuri Marcialis: «Il nostro gruppo è da sempre per un partito autonomo e federato, quindi andiamo avanti con i tempi decisi dall’assemblea regionale». Sempre per Marcialis, in Sardegna è lontana anche la tempesta della possibile scissione: «Penso anzi che il congresso sardo potrebbe dare l’esempio su come possiamo stare uniti nonostante le differenze». Tra l’altro oggi Cucca, Sanna e Marcialis avranno gli incontri bilaterali chiesti dall’area dei popolari-riformisti, che un suo candidato non l’ha presentato e deve ancora decidere chi sostenere. Con Giacomo Spissu, portavoce della corrente, deciso nel dire: «Non possiamo stare fermi in attesa di Roma. Per noi la data non cambia».

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