La Base: «Garanzie per i pastori»
Ledda: 14 milioni per il pecorino romano vincolati al prezzo del latte
CAGLIARI. I 14 milioni della Finanziaria per acquistare il pecorino romano invenduto, devono essere vincolati ai contratti collettivi sul prezzo del latte. A sostenerlo, con un emendamento, è il consigliere regionale Gaetano Ledda della Base. Di fatto è una clausola in più alla proposta in aula dal presidente della commissione attività produttive Luigi Lotto del Pd. «Dobbiamo avere la certezza – scrive Ledda – che l’acquisto delle giacenze abbia un’effettiva ricaduta sulla filiera del prezzo del latte e non diventi solo un beneficio per i trasformatori». Con la sua proposta il consigliere della Base saranno «i pastori e le loro associazioni ad avere l’ultima parola sullo stanziamento dei contributi». In altre parole, «lo stanziamento – è scritto nell’emendamento – sarà possibile se ci sarà prima la firma dell'accordo collettivo in ai produttori è garantito un prezzo minimo del latte, altrimenti i 14 milioni resteranno nelle casse pubbliche». Tra l’altro il finanziamento regionale dovrà andare di pari passo con quello annunciato dal ministero dell’agricoltura, dovrebbe essere almeno di quattro milioni, sempre per il ritiro del pecorino romano ancora fermo nei caseifici e fra le cause del crollo del prezzo del latte. Però per il capogruppo dell’Udc, Gianluigi Rubiu, finora la Regione «non è riuscita a dare le risposte urgenti che il mondo dell’agricoltura si aspettava dopo la manifestazione della Coldiretti a Cagliari». L’unico risultato – sempre secondo l’Udc, che ha presentato un’interrogazione in Consiglio – «è stato lo sblocco di una quota molta ridotta dei premi europei».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google