La Nuova Sardegna

La febbre delle spedizioni in Sardegna: 400mila pacchi in tre mesi

di Claudio Zoccheddu
La febbre delle spedizioni in Sardegna: 400mila pacchi in tre mesi

Boom degli acquisti online: il commercio su Internet ha rilanciato il settore delle consegne a domicilio

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SASSARI. Un mercato in crescita verticale. Lo dicono i numeri: 160mila consegne effettuate da Poste Italiane negli ultimi tre mesi. Alle consegne postali si devono poi aggiungere quelle dei corrieri che, però, si basano su politiche aziendali che non permettono la diffusione dei dati relativi al giro d’affari e, nel dettaglio, del numero delle consegne. La conferma arriva dall’esperienza di tutti giorni. Sulle strade è sempre più evidente il costante via vai di furgoni e furgoncini delle più grandi aziende che si occupano di spedizioni, da Bartolini a Sda, forse le più attive in Sardegna, da Dhl a Tnt. Per capire la dimensione del fenomeno si deve partire dal leader mondiale dell’e-commerce: Amazon. Anche perché chi compra online non ha alternative e deve ricorrere ai corrieri, perlomeno fino a quando Amazon non troverà metodi di consegna alternativi. E i droni di cui si favoleggiava fino a qualche tempo fa non sembrano essere una soluzione credibile.

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Gli affari. A ogni modo, il colosso fondato da Jeff Bezos a Seattle nel 1994 ha registrato un dato clamoroso: durante le ultime festività natalizie Amazon ha effettuato più di un miliardo di spedizioni in tutto il mondo, un numero cinque volte superiore a quello del Natale del 2015. E solo nel Black Friday, il venerdì nero che arriva rimorchio del giorno del Ringraziamento, la multinazionale di Seattle ha spedito qualcosa come 1,1 milioni di prodotti ordinati in sole 24 ore: più di 12 articoli al secondo. Un trend che non può restare confinato nei soli Stati Uniti o nelle metropoli europee, soprattutto nei tempi in cui tutto dista al massimo il tempo di un click. La Sardegna, infatti, non è rimasta al palo: i portalettere di Poste Italiane bussano alla porte sempre più frequentemente e consegnano a domicilio una grande varietà di prodotti che dimostrano l’attenzione dei sardi verso le potenzialità dell’e-commerce, il commercio virtuale che azzera le distanze e che permette di acquistare praticamente qualsiasi prodotto senza nemmeno usicre di casa.

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La Sardegna. Secondo un dato prodotto da Poste Italiane, i portalettere coprono un terzo delle consegne totali in tutta Italia. Partendo dal presupposto che l’isola potrebbe non essere in linea con da questo dato, i pacchi recapitati in Sardegna dovrebbero essere più di 400mila negli ultimi tre mesi. Chiaramente, sul conto totale incide pesantemente il Natale. Tuttavia la diffusione delle consegne e domicilio dei prodotti acquistati su Internet rappresenta un giro d’affari enorme per una regione in cui il digital divide è ancora un problema che non si limita alle zone più impervie ma che purtroppo è la spada di Damocle di zone artigianali e industriali dove si “naviga” a velocità obsolete. Ma se gestire un sito o un profilo di vendite aziendali può essere complicato senza un connesione veloce, per acquistare online basta un semplicissimo smartphone e un impegno di pochi minuti. Il resto lo fanno i gusti: i sardi acquistano soprattutto abbigliamento e tecnologia. Lo fanno perché in rete si trova tutto, anche le marche che non hanno rivenditori fisici nell’isola. Ci sono poi prodotti di ultima generazione a prezzi più contenuti di quelli che possono proporre i negozi hi–tech. Ma nella lista delle spesa dei sardi, soprattutto gli emigrati, non possono mancare i prodotti tipici dell’enogastronomia. Spazio dunque alla bottarga, al vino, ai salumi e ai dolci che spesso scavalcano il Tirreno e volano verso i quattro angoli del globo spinti dalla forza motrice dei click.

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