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Aiuti di Stato da restituire: dalle 16 low cost 70 milioni

Aiuti di Stato da restituire: dalle 16 low cost 70 milioni

La Regione dovrà incassarli, lo stabilisce l’Ue. Ora si studiano tempi e modi Dalla giunta una delibera che fissa i principi, ma manca l’elenco delle compagnie

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CAGLIARI. Un buco nero rischia di allontanare le compagnie aeree dai cieli dell’isola. È il maxi credito che la Regione ha con 16 low cost che in questi anni hanno ricevuto sovvenzioni per volare sui cieli sardi. Soldi che l’Ue ha dichiarato illegittimi e che dovranno essere restituiti. Il conto non è ancora ufficiale. In passato il totale era intorno ai 70 milioni di euro.

Era stata stabilita anche una scadenza di massima per la restituzione dei fondi, il 31 dicembre del 2016. Ma tutto si è arenato nel porto delle nebbie della burocrazia. Il dispositivo di 97 pagine, tutto in inglese, condanna le low cost per gli aiuti ricevuti con la legge 10 varata dalla giunta Cappellacci. Sovvenzioni che sono state considerate aiuti di Stato dai severissimi commissari. Ma sul testo ci sono difficoltà intepretative. C’è anche un altro aspetto. Il documento non è stato notificato e consegnato a tutte le 16 compagnie. In teoria alcune di loro non saprebbero che devono restituire i fondi e a quanto ammonta il totale. Indiscrezioni mettono in cima alla lista delle compagnie che devono restituire gli aiuti Ryanair. Il vettore irlandese avrebbe ricevuto sovvenzioni più di tutti.

Il rompicapo. A gestire la questione complicatissima è direttamente la presidenza della giunta. Tutto il faldone è nelle mani del capo di gabinetto Filippo Spanu che in questi mesi ha lavorato per trovare una soluzione che consenta di adempiere alle direttive dell’Europa e nello stesso tempo non faccia scappare le compagine low cost dai cieli sardi. La giunta nelle scorse settimane ha approvato anche una delibera che di fatto getta le regole per la riscossione. Fissa i paletti, ma non stabilisce ne quanto dovranno pagare le compagnie, né quando. E neanche c’è una lista ufficiale delle compagnie.

I ritardi dell’Ue. Ma in realtà sono i ritardi dell’Europa a rallentare il lavoro della Regione. Che i soldi dovrà in ogni caso vederseli restituire. Una vicenda che somiglia a quella degli albergatori sardi che avevano dovuto restituire gli incentivi ricevuti dalla Regione per interventi di restyling dei loro hotel. In quel caso la presidenza era andata incontro ai proprietari degli alberghi per evitare che la mazzata disintegrasse le loro imprese. E forse anche in questo caso si cercherà un approccio soft. Anche perché in molti casi le compagnie sono vettori preziosi che spezzano l’isolamento della Sardegna con collegamenti fondamentali anche per le imprese turistiche.

La sentenza. Dall’estate del 2016 la sentenza di fatto ha creato anche difficoltà per i futuri accordi che la Regione dovrà prendere con le low cost. Il modello elaborato con la Legge 10 è stato spazzato via dall’Europa. La Regione ha dovuto pensare a un nuovo modello che non violi le cervellotiche normative dell’Ue, ma che consenta di incentivare l’apertura di nuove rotte. in particolare su Alghero che non ha ancora varato la sua “summer”, il programma dei voli estivi. (l.roj)

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