Coldiretti valuta l’orientamento dell’export
Progetto dell’associazione per rilanciare la produzione e la presenza nel mondo delle aziende sarde
CAGLIARI. Distanza geografica e culturale, differenti modelli di consumo, affollamento competitivo, esigenze specifiche del trade. Sono solo alcuni degli elementi affrontati nella redazione del progetto che indaga l’orientamento dell’export delle imprese sarde. Diversi sono i problemi, e i vincoli, riscontrati dal lato dell'offerta e per i quali Coldiretti ha individuato un modello in grado di limitarne l’impatto sul risultato finale. Tra i più rilevanti, l'estrema polverizzazione del sistema produttivo di riferimento, la scarsa consuetudine con le tematiche commerciali e in particolare dell’esportazione, la capacità economico-finanziaria delle imprese beneficiarie. Il percorso di Coldiretti a sostegno delle proprie associate nasce dalla volontà di proporsi come un soggetto impegnato dall’analisi delle loro esigenze sino alla individuazione e implementazione delle soluzioni e delle conseguenti attività operative. Nel caso specifico, con lo scopo di individuare le aziende più idonee per la partecipazione al progetto, Coldiretti ha provveduto a interpellare il sistema delle proprie associate, anche attraverso una online survey somministrata ad un campione di circa 60 aziende, per comprenderne l’attuale grado di internazionalizzazione e gli obiettivi strategici. Dalle evidenze più significative della ricerca, sono emerse luci ed ombre. Le aziende mostrano per la gran parte, dimensioni e capacità economico-finanziarie limitate. Un terzo delle imprese interpellate non ha mai venduto al di là dei confini nazionali. Se si somma questo dato a quello relativo ai modesti esportatori si comprende che solo una azienda su cinque possiede una significativa quota di esportazioni. Quasi tutti gli attuali esportatori vendono sul mercato europeo mentre Gli Stati Uniti sono il secondo mercato.
La filosofia del piano prevede la creazione di un’aggregazione stabile di imprese allineate su standard elevati di qualità delle produzioni e accomunate dalla modalità di approccio ai mercati internazionali.Tale operazione non sarebbe da sola sufficiente a generare risultati commerciali apprezzabili senza definire e comunicare al mercato un chiaro posizionamento. Le aziende Coldiretti intendono raccogliere la sfida presentandosi sotto un unico marchio commerciale, ispirato al concetto di “Luxury Farmers' Products”.
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