La Nuova Sardegna

Il prof di religione sotto torchio Il sindacato: «Basta inquisizione»

di Stefania Vatieri
Il prof di religione sotto torchio Il sindacato: «Basta inquisizione»

Confronto di 6 ore a Nuoro tra Giovanni Siotto e l’ispettore mandato dal ministero dell’Istruzione Maria Di Patre (Gilda): «Lo difenderemo, la libertà d’insegnamento deve essere rispettata»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Colloquio a porte chiuse tra l'insegnante di religione "sessuologo" e l'ispettore ministeriale. Si sono incontrati ieri mattina alle 8,15 circa nell'ufficio del preside Nazario Porcu, al primo piano della scuola media di Biscollai a Nuoro, il funzionario scolastico mandato dal Ministero dell'Istruzione, e Giovanni Siotto il professore di religione 32enne finito nella bufera per aver consigliato ai suoi studenti di prima media la lettura di due famosi libri per adolescenti: "Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano Principessa. Storie di bulli, lolite e altri bimbi" e "Facciamolo a skuola”.

Il confronto. Dopo giornate di minacce, telefonate e musi lunghi è arrivato il momento del confronto. Con un obiettivo: stabilire la verità. Missione impegnativa, per questo l’ispettore è stato mandato a Nuoro. Per capire «a 360 gradi le ragioni del conflitto, i motivi che lo hanno prodotto e le misure da attuare per ricomporlo», come sottolineato alcuni giorni fa dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Francesco Feliziani. Ci sono volute ben sei ore di interrogatori, letture di documenti e la scrittura dei relativi verbali per ricomporre i pezzi della vicenda che ha messo al centro del dibattito un giovane insegnante di religione nuorese e le sue pseudo lezioni di sesso durante "l'ora di Dio". Il tempo indispensabile cioè per poter sentire tutte le parti coinvolte nell'intricata vicenda: dai quattro dirigenti delle scuole medie dove Siotto insegna (Nuoro, Mamoiada, Ottana e Orotelli), ai quali è stata chiesta anche una relazione sul docente, agli insegnanti, colleghi del professore e persino alcuni degli studenti coinvolti nel fatto. Ora il fascicolo con tutta la documentazione prodotta ieri mattina è al vaglio dell'Ufficio scolastico regionale, che valuterà se sussistono o meno gli elementi a carico dell'insegnante Giovanni Siotto.

La Gilda con Siotto. A proclamare invece fin da subito l'innocenza del professore teologo è Maria Di Patre, la vice coordinatrice nazionale del sindacato degli insegnanti Gilda, che scandisce a chiare lettere: «Sono finiti i tempi dell'inquisizione, lo difenderemo in tutti i tribunali civili ed ecclesiastici». Per il sindacato, che raggruppa oltre tremila insegnanti e al quale Siotto si era rivolto venerdì sera, la vicenda ha dell'incredibile, e presenta inoltre numerose difformità. «Le due contestazioni di addebito (provvedimenti disciplinari ndr), recapitati dai dirigenti Nazario Porcu della scuola media nuorese e Giuseppe Carta dirigente a Ottana, al professore di religione sono a parere nostro da archiviare nell'immediato – dice Maria Di Patre –. Come lui stesso ha dichiarato, Siotto ha sempre e solo insegnato religione cattolica senza mai parlare di sesso, limitandosi a un semplice consiglio di lettura dei due volumi in questione, da fare però con i genitori – sottolinea la sindacalista–. Il tutto è verificabile dal registro elettronico».

Smartphone in aula. Inoltre il dirigente Nazario Porcu accusa il docente di aver fatto usare i telefoni durante l'ora di lezione dimenticando le disposizioni ministeriali del piano nazionale Scuola digitale che chiaramente promuovono la metodologia Byod - porta il tuo dispositivo a scuola- : infatti gli studenti hanno usato il proprio smartphone per fare dei video sulla Shoah. Quindi – aggiunge Maria Di Patre – mi chiedo a cosa serva che il ministero inciti a usare questi metodi didattici innovativi quando poi i dirigenti si mettono di traverso».

Appello al vescovo. Ma è appellandosi all'articolo 3 della Costituzione che Maria Di Patre solleva i toni: «Ognuno di noi ha un diritto sacrosanto, che si chiama libertà di insegnamento – tuona la sindacalista della Gilda – il docente deve essere lasciato libero di insegnare con la propria metodologia e lui, Giovanni, lo fa in modo esemplare. Per questo sarebbe una grave perdita se il vescovo decidesse di revocare l'idoneità. Ecco perché invito fortemente monsignore Mosè Marcia a chiarire con il professore incontrandolo, perché non ci si può fidare esclusivamente della parola degli altri», conclude Maria Di Patre.

L’attesa. Ora non resta che aspettare le decisioni dell’Ufficio scolastico regionale, chiamato a valutare la correttezza o meno del comportamento e delle sceltte operate dall’insegnante.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative