Nuove accuse per la coppia Da Nuoro e Olbia 3 denunce
Segnalazioni da 2 aziende edili galluresi e da imprenditore della macellazione
OLBIA. Si allarga l’inchiesta della Dda sui presunti affari di mafia a Olbia. E spuntano nuove denunce contro Giuseppa Lo Secco e il compagno Marco Varrucciu, accusati di truffa e indagati per associazione a delinquere, estorsione e riciclaggio con l’aggravante speciale dell’utilizzo del metodo mafioso. Nel capoluogo gallurese altre due grandi imprese di costruzioni in queste ore stanno presentando faldoni di carte al Nucleo mobile della guardia di finanza e gli uomini del maggiore Marco Salvagno sono già a lavoro per ricucire il filo della storia. La tecnica è sempre la stessa: misteriose società (la Marva holding e la Marva consulting), improbabili compravendite immobiliari, operazioni bancarie spericolate, bonifici fantasma. E poi l’ombra lunga di Massimo Ciancimino, figlio di don Vito, potente ex sindaco di Palermo condannato per associazione mafiosa. “L’amico Max” della coppia è sempre presente – come garante e come finanziatore – nelle carte dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia condotta dai pm Guido Pani e Rossana Allieri.
Della coppia accusata di truffa (di Varrucciu, almeno) spuntano tracce anche a Nuoro. La procura della Repubblica, infatti, ha già avviato una indagine dopo la denuncia presentata da un imprenditore che si occupa di macellazione e vendita di carne. Assediato dai creditori e incalzato da pignoramenti e vendite giudiziarie, l’imprenditore in difficoltà sarebbe stato agganciato da Varrucciu che millantando la conoscenza del giudice per le esecuzioni, in tribunale, si sarebbe fatto pagare decine di migliaia di euro da girare poi al magistrato e risolvere così ogni pendenza. Il raggiro sarebbe stato scoperto ed evitato all’ultimo momento da un consulente di fiducia dell’imprenditore che avrebbe lanciato l’allerta e fatto partire la denuncia e l’inchiesta.
Di Varrucciu versione millantatore ci sarebbero tracce anche a Olbia, risalenti alle prime denunce presentate nel 2015. Già allora, la coppia accampava conoscenze tra magistrati, professionisti, alti ufficiali delle forze dell’ordine (l’allora comandante della guardia di finanza di Olbia, come risulta agli atti). Tutto, naturalmente per convincere le vittime cadute nella rete di compravendite immobiliari e relativi finanziamenti bancari.
Dal 2014 al 2016 il colpo grosso: l’assalto alle grandi società di costruzioni firmando preliminari d’acquisto con pagamenti attraverso bonifici bancari fasulli e garanzie di finanziamento prestate da Massimo Ciancimino in persona. A Olbia, “l’amico Max” aveva garantito il finanziamento alla Marva holding per acquistare un complesso immobiliare ancora in costruzione nella “lottizzazione Degortes”, alla periferia di Olbia, in via Ada Negri, quartiere San Nicola. Cinque piani di cemento e mattoni ancora grezzi con 46 appartamenti da ultimare, posti auto, box, cantine e servizi.
Il finanziamento (5 milioni di euro) sarebbe stato coperto da una fideiussione prestata dallo stesso Massimo Ciancimino. Per la cronaca, l’affare non era stato poi consumato perché i venditori, presi dal sospetto, avevano cominciato non fidarsi più della coppia Lo Secco - Varrucciu e avevano preferito rivolgersi alla magistratura (allora il procuratore di Tempio Domenico Fiordalisi) e alla guardia di finanza.
Per la notorietà dei personaggi (Marco Varrucciu è un ex consigliere comunale di Olbia) e per la gravità delle accuse, l’inchiesta condotta dalla Dda di Cagliari tiene banco a Olbia e adesso anche a Nuoro. La sensazione diffusa è che le prime denunce presentate alla guardia di finanza, dal 2015 a oggi, possano essere solo la punta di un iceberg che potrebbe presto venire a galla.
@marcobittau
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