Delitti di Orune e Nule, il presunto omicida Paolo Pinna: «Ora parlo io»
Il diciottenne rilascerà dichiarazioni spontanee nell’udienza del 2 marzo. Ad ascoltare ci saranno i parenti delle vittime Gianluca Monni e Stefano Masala
SASSARI. Parlerà nell’udienza del prossimo 2 marzo Paolo Enrico Pinna, il giovane di Nule in carcere con l’accusa di aver ammazzato lo studente diciannovenne di Orune Gianluca Monni e il trentenne di Nule Stefano Masala (scomparso nel nulla il 7 maggio del 2015). Non si sottoporrà a esame ma renderà dichiarazioni spontanee nel processo che si sta celebrando nel tribunale dei minori davanti al giudice Antonio Minisola.
In un’aula come sempre chiusa al pubblico, il diciottenne accusato di duplice omicidio farà sentire la propria voce e soprattutto darà la sua versione dei fatti sulla terribile vicenda che ha portato alla morte di due ragazzi e che ha distrutto due famiglie. Gli elementi che la Procura ha individuato a suo carico sono forti, tanto da chiedere che si procedesse con giudizio immediato: «La prova è evidente», aveva sostenuto il pm.
Accanto all’imputato, come sempre, ci saranno gli avvocati della difesa Agostinangelo Marras e Angelo Merlini e anche i suoi genitori. Ma, soprattutto, saranno presenti familiari e amici di Gianluca e di Stefano che, per la prima volta, sentiranno la voce del giovane accusato di aver ammazzato i loro cari. In aula anche i legali che li stanno assistendo fin dall’inizio di questa terribile storia: Caterina Zoroddu per la famiglia Masala e Rinaldo Lai, Antonello Cao e Margherita Baragliu per i Monni.
È entrato dunque nel vivo il rito abbreviato per Paolo Pinna, rinchiuso nel carcere minorile di Quartucciu dallo scorso maggio, mentre il cugino Alberto Cubeddu – anche lui imputato di duplice omicidio in concorso – si trova a Badu ’e Carros. Differente, per quest’ultimo, anche l’iter giudiziario. Procede infatti la Procura della Repubblica di Nuoro che ha chiuso le indagini qualche giorno fa. Il processo a suo carico – essendo lui maggiorenne all’epoca dei fatti, al contrario del cugino Pinna – si svolgerà nel tribunale del capoluogo barbaricino.
Dopo le prime udienze interlocutorie, l’abbreviato per Pinna si avvia dunque alla chiusura: il 16 marzo è stata fissata l’udienza per la discussione del pm Roberta Pischedda e degli avvocati Marras e Merlini. Poi sarà attesa la sentenza. Nel frattempo, a breve ripartiranno le ricerche di Stefano Masala. Il padre Marco continua a chiedere agli inquirenti di non interrompere le operazioni: «Dobbiamo riportare mio figlio a casa».
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