B&b: no a norme che ci penalizzano
Legge sul turismo, i proprietari delle piccole strutture contro Federalberghi
SASSARI. La carica dei 2500. I bed&breakfast rischiano di venire spazzati via dalle richieste di modifica alla nuova legge sul turismo. In un documento Federalberghi e Confcommercio hanno chiesto alla commissione, che elabora il nuovo testo normativo, di inserire due nuovi paletti. L’obbligo per i proprietari che non svolgono attività occasionale di aprire una partita iva e l’impossibilità di utilizzare i grandi portali del web per pubblicizzare le loro attività.
Due limiti che la commissione regionale non ha accolto. Da qui la protesta delle due associazioni con un documento pubblico in cui si boccia la legge. Ma i proprietari di B&b si schierano con la Commissione e con il suo presidente Luigi Lotto, Pd. «Noi siamo l’anello debole della catena – dice Ugo Masala, presidente dell’associazione Bed&breakfast in Sardegna –. Sono da 20 anni che sento parlare di una legge di riforma e sempre degli stessi discorsi. Ma siete convinti che il vero nodo sul turismo sia la disciplina dei b&b? Il nostro sistema dei trasporti è inadeguato. L’assessorato al Turismo è quello che ha avuto meno finanziamenti nella Finanziaria. Non credo siano le nostre attività il limite alla crescita del turismo. Al contrario. Siamo 2500 e credo che il nostro apporto sia fondamentale nel sistema del turismo». Masala parla anche del rapporto con gli albergatori. «Noi non facciamo concorrenza agli hotel – spiega –. Abbiamo un tipo di clientela del tutto differente. La nostra è una attività occasionale». All’interno della categoria dei b&b rientrano le attività che hanno massimo sei posti letto e 3 camere. E svolgono attività occasionale. «Per noi è un contributo al reddito – spiega Masala–. Non siamo un danno per gli albergatori. Credo che la nostra sia un’attività di supporto. Se devo fare una critica ai b&b è che in questi anni non siamo stati capaci di creare un’unica associazione che ci rappresenti».
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