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Le Regioni vogliono contare di più

CAGLIARI. Le commissioni paritetiche Stato-Regioni sono la condizione necessarie perché gli Statuti possano essere applicati fino all’ultimo articolo. Lo chiede il comitato delle Regioni Speciali,...

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CAGLIARI. Le commissioni paritetiche Stato-Regioni sono la condizione necessarie perché gli Statuti possano essere applicati fino all’ultimo articolo. Lo chiede il comitato delle Regioni Speciali, presieduto dalla Sardegna, che si è riunito per la prima volta dopo la bocciatura del referendum costituzionale di dicembre. Va ricordato: la riforma Renzi nei fatti accentrare diversi poteri delle Regioni sul governo, anche se per le Speciali era indispensabile un accordo preliminare fra le parti. Ora quel rischio – che secondo alcuni avrebbe messo comunque in forse anche l’autonomia delle Speciali – non c’è più. A questo il Comitato ha rilanciato la partita e cioè che gli Statuti siano applicati. «Il ruolo delle commissioni paritetiche è fondamentale per migliorare i rapporti istituzionali e non solo con lo Stato», è scritto in una nota della Regione, che a Roma era rappresentata da Filippo Spanu, capo di gabinetto della giunta e futuro assessore agli affari generali. «Il lavoro delle commissioni – prosegue la nota – deve portare a risultati reali e per questo gli stessi organismi devono essere messi nelle condizioni di operare con la massima richiesta». Una delle condizioni potrebbe essere quelle di allineare la vita delle stesse commissioni con quelle delle legislature dei diversi Consigli regionali. La settimana prossima l’ultima dossier elaborato dal Comitato delle Regioni speciali sarà portato all’attenzione della commissione parlamentare per gli affari regionali.

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