La Nuova Sardegna

Abusi di gruppo su minore 18enne in cella: si indaga

di Giampaolo Meloni
Abusi di gruppo su minore 18enne in cella: si indaga

Domani l’interrogatorio del giovane in carcere dopo la denuncia dell’adolescente Violenze in un clima di disagio sociale: l’arrestato aveva abbandonato la scuola

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INVIATO A OSCHIRI. Domattina l’interrogatorio di garanzia chiarirà i contorni di una vicenda che affonda nello scenario terribile della violenza e del dolore. G.M. un ragazzo che ha da pochi mesi superato la boa dei diciotto anni, è finito oltre la soglia del carcere di Bancali, a Sassari. Un destino beffardo lo ha portato nei luoghi che ospitano anche il padre, più volte entrato e uscito dalle celle a causa di una vita “pericolosa” e di una tentata rapina.

La custodia cautelare disposta dal Giudice delle indagini preliminari della procura dei minori di Sassari poggia sull’accusa della violenza di gruppo esercitata nei confronti di un minorenne. Una violenza commessa ai danni di un ragazzo appena più piccolo d’età, che ha poi deciso di denunciare l’abuso nella stazione dei carabinieri di Oschiri, dove si è presentato nei giorni scorsi insieme alla madre.

I dettagli sull’accaduto sono nei pochi tasselli di un mosaico che ancora deve prendere forma. Il paese del Monte Acuto è rimasto scosso quando la notizia si è diffusa rimbalzando senza certezze nelle vie del centro storico giovedì sera. Anche la madre è stata colta dallo sconcerto, conferma l’avvocato Salvatore Meloni, che ha dovuto limitarsi a sbrigare le procedure dell’accompagnamento in carcere senza potere approfondire il caso. Lo farà domani l’avvocato Antonello Desini di Olbia, nominato difensore del giovane.

Le responsabilità. La posizione del ragazzo è ancora da chiarire. Le indagini hanno avuto inizio in seguito alla denuncia dell'adolescente che si è presentato nella caserma dei carabinieri, accompagnato dai genitori. La violenza sessuale di gruppo risalirebbe allo scorso autunno. Ma trapela anche l’ipotesi che possa trattarsi di episodi reiterati nel tempo, quindi iniziati prima di qualche mese, forse quando lo stesso diciottenne ora pressato dall’accusa era lui stesso minorenne. In questi mesi i militari hanno raccolto testimonianze, sentita anche la vittima della presunta violenza con l'aiuto di uno psicologo. Circostanze che sarebbero state infine confermate nei giorni scorsi nel corso di un incidente probatorio. Ma i punti da chiarire sono ancora tanti. Responsabilità e ruoli, in testa a tutti.

Il gruppo. Non è definitivamente chiarito che la violenza sia maturata e quindi attuata con le dinamiche del branco, benché sia certo che i comportamenti sconfinati nell’area della devianza abbiano coinvolto un gruppo di ragazzini, tutti minorenni escluso l’arrestato.

L’adolescenza. C’è tutt’intorno uno scenario di precarietà relazionale, di giovani e famiglie ai confini del disagio sociale, soprattutto per i minori che sarebbero tutti di nazionalità non italiana, con storie difficili di rapporti personali fragili e debolezza economica e di integrazione che in passato ha richiamato l’attenzione dei servizi sociali. L’età evolutiva di G.M. non è stata facile, in qualche caso è andato oltre la trasgressione procurandosi anche una denuncia. Privato della figura del padre, la madre lo ha seguito con fatica, lei ha un lavoro. Lui ha studiato per qualche anno all’Istituto professionale Amsicora, i primi tre anni del corso di cinque, poi ha abbandonato. Forse vinto dal malessere esistenziale.

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