La Nuova Sardegna

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di LUIGI ARRU

di LUIGI ARRU Gentile Direttore Ho appena ricevuto la foto che la Nuova Sardegna online ha pubblicato, che raffigura delle donne di La Maddalena in attesa, che scoprono la pancia, su cui appare una...

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di LUIGI ARRU

Gentile Direttore

Ho appena ricevuto la foto che la Nuova Sardegna online ha pubblicato, che raffigura delle donne di La Maddalena in attesa, che scoprono la pancia, su cui appare una scritta con un quesito rivolto all' Assessore alla Sanità, ma soprattutto al padre. Il quesito riguarda la mia sfera privata, mi chiedono se mai farei salire mia figlia in elicottero se fosse incinta. Ebbene colgo questa opportunità per rispondere alle signore con una lettera aperta;

Gentili Signore de La Maddalena

Ho appena visto i servizi che informano della vostra protesta per rivendicare il vostro diritto a partorire e far nascere i vostri figli nella vostra isola. Mi permetto di rispondervi attraverso il giornale pur essendo disponibile a incontravi.

Intanto parlerei con mia figlia, sia come padre ma anche come medico, specialista in pediatria, fornendo tutte le notizie necessarie perché lei possa decidere liberamente. Suggerirei a mia figlia di fare un percorso della gravidanza in cui viene seguita sia da un'ostetrica che da un ginecologo, con un numero di controlli necessari per avere il corretto monitoraggio della sua salute e del feto.

Spiegherei che la gravidanza così come il parto sono eventi fisiologici, che richiedono un supporto durante tutto il percorso per la preparazione al parto; spiegherei che una preparazione adeguata permette di vivere la gravidanza e il parto senza necessariamente "medicalizzarlo".

Infine in base alle sue aspettative la informerei che eventualmente potrebbe avere l'opportunità di fare il parto senza dolore, praticando una procedura con aiuto di un anestesista che permetterebbe di vivere il travaglio e il parto senza dover soffrire. Infine spiegherei che il parto pur essendo un evento fisiologico può a volte avere delle complicanze, rare ma molto complesse che devono essere affrontate in un ospedale in cui oltre al ginecologo e all' ostetrica, siano presenti specialisti, che abbiano esperienza nella gestione di questi eventi rari, esperienza che può essere maturata solo in centri che hanno un numero di parti superiore a 1000 secondo quanto indica l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Le indicazioni dell'OMS sono state recepite dal Ministero della Salute, che ha dato le indicazioni contenute in Decreto Ministeriale (Dm 70) che accetta la deroga riducendo il numero ad un minimo di 500 parti. Se dopo questo dialogo mia figlia decidesse di partorire in un'isola o in una sede distante da un ospedale e rifiutasse la possibilità di spostarsi dalla sua residenza, e le venisse offerta l'opportunità di essere trasferita in elicottero-ambulanza in 10 minuti direttamente presso un centro ospedaliero che offra le garanzie necessarie a lei e al bambino, le consiglierei di optare per questa soluzione.

Come assessore alla sanità ripeto che si vogliono offrire all' Ospedale Merlo i servizi per il monitoraggio della gravidanza e preparazione al parto, ma allo stesso tempo credo che tutti coloro che vi parlano debbano darvi le stesse informazioni che io ho dato a mia figlia, perché possiate decidere in lib. ertà, assumendo decisioni informate al fine di tutelare la vostra salute e la salute del vostro bambino. Vi assicuro che solo questa preoccupazione ha guidato la scelta della Giunta, scelta di dare le migliori opportunità a Voi donne di La Maddalena così stiamo facendo per garantire le stesse opportunità alle 30 donne di Carloforte che ogni anno partoriscono.

*Assessore regionale alla Sanità

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