La Nuova Sardegna

Primarie Pd, l’arbitro sarà ancora Dal Moro

La commissione regionale bloccata dopo il ritiro di Marcialis. Consulto con il garante nazionale

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CAGLIARI. Il Pd non sa come uscire dalla rogna delle primarie regionali azzoppate. Una soluzione per ora non c’è: tutti o quasi tutti vorrebbero permettere alla corrente della Sinistra Dem di presentare un candidato al posto di Yuri Marcialis, passato con gli scissionisti del Movimento dei Democratici progressisti, ma il regolamento non lo permette. Neanche la commissione che coordina i preliminari del congresso di aprile ha trovato una soluzione. Nella riunione di ieri c’è stato uno scontro fra la volontà politica di riaprire la scadenza e i sostenitori delle ferree leggi interne che regolano la vita del partito. L’unica ipotesi possibile all’orizzonte era l’azzeramento di tutte le candidature per la segreteria regionale, come proposto da Francesco Sanna, in corsa per la corrente dei soriani, ma è stata rifiutata a priori da Giuseppe Luigi Cucca, che invece è stato presentato dal gruppo composto dai renziani e dagli ex Diesse. Sfumato l’accordo sull’azzeramento, la commissione non è riuscita a dipanare la matassa e ha preso tempo. Nei prossimi giorni, chiederà un consulto alla commissione nazionale di garanzia di cui, guarda caso, il presidente è Gianni Dal Moro. Cioè chi, a ottobre, è stato inviato da Roma in Sardegna per mettere fine alla confusione dopo le dimissioni dalla segreteria regionale di Renato Soru, presentate il giorno stesso della sua condanna in primo grado per evasione fiscale. Sta di fatto che spetterà proprio a Dal Moro, a questo punto nel ruolo del doppio arbitro, risolvere una situazione che comincia a essere imbarazzante per un Pd sardo alle prese con il trauma post scissione in campo nazionale e la nascita del Movimento dei Democratici progressisti. Tra l’altro i tempi cominciano a farsi stretti. Entro il 6 aprile dovranno essere presentate le liste a sostegno delle candidature (saranno due o tre?) per il congresso del 30 aprile. Gli schieramenti sono noti: da una parte c’è Francesco Sanna, dall’altra Giuseppe Luigi Cucca, più l’eventuale nome dell’ultim’ora della Sinistra dem. Entro i primi giorni di aprile dovrebbe uscire allo scoperto anche la corrente che invece un candidato non l’ha presentato. È quella dei popolari-riformisti, ovvero l’area guidata dagli ex parlamentari Antonello Cabras e Paolo Fadda. Da sempre orientati a trovare un candidato unitario, ma non sono riusciti a realizzare il sogno, fra meno di un mese dovrebbero decidere chi sostenere. Sono diverse le indiscrezioni che vorrebbero i popolari-riformisti intenzionati a sostenere Cucca, ma non c’è stata ancora una decisione ufficiale. Che arriverà, salvo un improbabile azzeramento delle primarie, proprio ad aprile. Però, in queste settimane, il vero problema è capire quanti saranno i candidati in corsa, che potranno essere votati alla fine del prossimo mese dagli iscritti e non solo. Con neppure tanto in lontanza la furiosa battaglia per la segreteria nazionale fra l’ex premier Matteo Renzi, il guardasigilli Andrea Orlando e Michele Emiliano.

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