Lai, Pd: subito una nuova legge edilizia
Il senatore raccoglie l’allarme lanciato dall’Ance, persi 10mila posti di lavoro in due anni
SASSARI. L’allarme è stato lanciato qualche giorno fa dall’Associazione nazionale dei costruttori edili. In Sardegna sono stati persi 10mila posti di lavoro nel settore edilizio in due anni. L’Ance chiedeva alla Regione di ridisegnare la legge urbanistica. E il senatore del Pd Silvio Lai chiede un intervento alla Regione. «I dati rilanciati dal rapporto della Cna – spiega Silvio Lai – confermano ciò che abbiamo detto a settembre. Il sistema dell’edilizia ha bisogno di aiuto, di essere orientato nella strada delle ristrutturazioni e della riduzione del consumo del suolo e occorre riqualificare l’attuale patrimonio edilizio. In questo contesto la denuncia di Ance fatta qualche giorno fa rafforza i dati del rapporto presentato dalla Cna e costringe la politica regionale a fare un bilancio, a distanza di due anni dalla sua approvazione, della legge 8 che ha modificato le norme del precedente piano casa». Lai boccia la legge casa e chiede un immediato intervento. «Oltre 10 mila addetti in meno in due anni in un settore edilizio già drasticamente ridimensionato dalla crisi degli scorsi anni – continua il senatore –, considerando una sostanziale tenuta del sistema pubblico, indicano una riduzione delle ristrutturazioni e degli adeguamenti ambientali, nonostante il mantenimento in questi anni delle risorse statali sulle detrazioni fiscali del 65% degli interventi. Serve un meccanismo congiunto tra norme regionali sulle ristrutturazioni e incentivi fiscali nazionali perché solo insieme possono essere interessanti per i cittadini. L’idea di un intervento legislativo che riveda la legge 8, come la legge di manutenzione che propone Ance, non è tema su cui fare spallucce o per cui rifugiarsi dentro confini ideologici. 10mila addetti nell’edilizia in due anni che perdono lavoro sono 10 mila famiglie che non hanno altre opportunità di cambiare lavoro e rappresentano un costo pesante per un welfare sempre più limitato. Sono competenze che possono essere utilizzate in un’edilizia non speculativa che migliora l’ambiente, non consuma suolo e migliora il patrimonio abitativo, e deve essere anche la strada per riqualificare il nostro patrimonio turistico senza vincolare altro territorio. Dopo due anni il bilancio della 8 non è positivo e rinviare il tema può essere più dannoso che utile».
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