Primarie Pd, la Sinistra: «Vogliamo esserci»
L’appello a poche ore dalla decisione sull’ipotesi di presentare un candidato dopo il ritiro di Marcialis
CAGLIARI. Alle primarie regionali del Pd, saranno il 30 aprile, la Sinistra Dem vuole esserci comunque. Le correnti Sinistra autonomista e La Traversata lo confermano in un documento dove una delle frasi forti è questa: «Ribadiamo la nostra volontà di partecipare al congresso». Il documento l’hanno diffuso a poche ore dalla decisione di Roma: oggi si riunisce la commissione di garanzia nazionale, che dovrà decidere se riaprire o meno la scadenza per presentare i candidati-segretari. Rimasti senza portabandiera dopo che il loro – l’assessore comunale di Cagliari Yuri Marcialis – è passato all’Mdp, il movimento degli scissionisti del Pd, i due gruppi scrivono: «La partecipazione è un diritto da riconoscere per ragioni politiche prima ancora che regolamentari». Ma è proprio il regolamento l’ostacolo che, in questo momento, impedirebbe alla Sinistra Dem di ripresentarsi alle primarie. Il caso abbastanza spinoso è nelle mani dei commissari della segreteria nazionale, ma gli esclusi sottolineano che avrebbe potuto decidere comunque la commissione regionale per il congresso: «Dispiace che invece una parte della stessa commissione si sia opposta alla nostra partecipazione, mentre, lo ribadiamo, la questione politica si sarebbe potuta risolvere subito, in sede regionale, nell’interesse del Pd sardo e in coerenza con un partito che si definisce autonomo». A parte le questioni regolamentari, Sinistra Dem conferma di voler sostenere e presentare «una piattaforma e un candidato/a alla segreteria regionale con un netto profilo di sinistra», perché – è un altro passaggio del documento – «non solo utili nè gli unanimismi di facciata e neanche aggregazioni indistinte». Tra l’altro: «Gli attuali candidati alla segreteria regionale del Pd (che va ricordato sono Giuseppe Luigi Cucca e Francesco Sanna) sono entrambi di orientamento renziano, scelta rispettabile e che noi rispettiamo – si legge – ma in Sardegna abbiamo necessità di una netta discontinuità politica, lo richiede innanzitutto l’esito del referendum costituzionale che nell’isola ha registrato il 73 per cento di No». Secondo la corrente «oggi più che mai è necessario che, in Italia e in Sardegna, il Pd ascolti il popolo del centrosinistra e gli elettori che si sono espressi in modo fortemente critico nelle ultime elezioni amministrative e proprio nel referendum costituzionale, per ragioni di merito sulla linea politica praticata finora portata avanti dalla segreteria nazionale del partito». Quale sia la risposta di oggi da Roma, la Sinistra conferma «di voler proseguire nell’attività politica» fino ad annunciare: «Al congresso nazionale sosterremo Andrea Orlando, sebbene allo stesso candidato possano essere rivolti rilievi critici». Ma almeno Orlando non è Renzi, è la conclusione della corrente.
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