La Nuova Sardegna

Primarie Pd, il no di Roma Escluso il terzo candidato

Primarie Pd, il no di Roma Escluso il terzo candidato

La commissione di garanzia ha negato alla Sinistra Dem di sostituire Marcialis In corsa solo Cucca e Sanna. La delusione di chi non parteciperà più al congresso

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La commissione nazionale di garanzia ha detto no. La Sinistra Dem non potrà presentare un nuovo candidato per la segreteria regionale del Pd, dopo il ritiro di Yuri Marcialis, passato fra gli scissionisti del gruppo Bersani, l’Mpd. Gli esclusi dalle primarie del 30 aprile, saranno in concomitanza con quelle nazionali, non l’hanno presa bene. «Non parteciperemo al congresso regionale», hanno annunciato. A questo punto in corsa per la successione di Renato Soru, dimessosi quasi un anno fa, restano solo in due: Giuseppe Luigi Cucca, sostenuto dai renziani sardi e dagli ex Diesse, e Francesco Sanna per i soriani.

Regolamento rigido. L’unica possibilità di ripescaggio per la Sinistra Dem, in cui si riconoscono Rete Dem, Sinistra autonomista federalista e La Traversata degli ex civatini, era una nuova scadenza per proporre il sostituto di Marcialis. Sarebbe servita più una decisione politica che tecnica, ma la commissione è stata perentoria nella risposta: «Il regolamento non lo prevede quando le primarie sono lanciate». A comunicare la decisione romana alla commissione regionale per il congresso è stato Gianni Dal Moro, che è presidente dell’organismo di garanzia nazionale e anche garante del Pd sardo, ormai senza segretario da quasi un anno.

La delusione. «Dal punto di vista regolamentare non mi esprimo, rispetto sempre le sentenze, ma penso sia stato commesso un grave errore politico», è stato il commento di Gianluigi Piras, Rete Dem, perché «lasciare senza cittadinanza una parte importante del partito significa limitare il dibattito e offendere l'autorevolezza stessa del Pd». Per questo «non parteciperemo al congresso regionale e c’impegneremo invece perché tutti coloro che si sentono esclusi trovino cittadinanza in quello nazionale a sostegno del candidato Andrea Orlando».

Doppia delusione. Amaro è stato anche il commento di Tore Cherchi per Sinistra autonomista: «Alla nostra richiesta sono state opposte questioni regolamentari, mentre il diritto delle minoranze a partecipare valeva certo più della riapertura dei tempi per la presentazione delle candidature, ma è soprattutto sul piano politico che è stato compiuto un danno enorme. Però oggi forse il nostro stupore è persino fuori luogo in un partito che da un anno è gestito da Roma con un proconsole».

Grande amarezza. È stato duro il commento di Anna Crisponi della Traversata. Dopo aver ribadito la scelta di non partecipare più al congresso regionale, ha detto: «La delusione è tanta. Soprattutto quando invece il Pd dovrebbe ritornare a essere una casa comune». Poi dopo aver ringraziato Francesco Sanna per la disponibilità a fare un passo indietro e la corrente dei popolari riformisti, area Cabras-Fadda, per essersi impegnata a sostegno del «diritto inviolabile alla partecipazione», ha criticato Cucca, aveva detto di no all’azzeramento delle primarie, e chi lo sostiene. «Non ci si può candidare a guidare un partito escludendo ed emarginando una parte della comunità. Serviva un gesto politico di coraggio e inclusione, invece mi pare che in troppi continuino a gioire quando qualcuno abbandona. Per noi non sarà così - ha concluso Anna Crisponi – e risponderemo con determinazione di fronte a questo attacco brutale alla democrazia». Cucca ha replicato: «Le regole sono regole. S’è provato a forzarle, ma la commissione di garanzia nazionale è stata chiara e univoca nella risposta. E sarà proprio il rispetto delle regole a scongiurare la triste ipotesi di ridurre il congresso regionale a una scelta mediata fra le correnti e semmai destinata ad anteporre le strategie alla democrazia. Una democrazia indispensabile e che dovrà caratterizzare il dopo congresso, a prescindere da chi, legittimato dal consenso, guiderà il Pd. Lo ribadisco: senza il rispetto delle regole, ci sarebbe stata una partenza col piede sbagliato».

Le scadenze. Oggi la commissione per il congresso prenderà atto della decisione romana e non dovrebbero esserci colpi di scena. La prossima scadenza sarà il 3 aprile, quando dovranno essere presentate le liste a sostegno di Cucca o Sanna, col primo che dovrebbe incassare il sì dell’area Cabras-Fadda. Cosa invece deciderà Sanna: resterà in corsa fino alla fine o si ritirerà? Era e resta un mistero.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative