Pd, trattative per il candidato unico
Esclusa la Sinistra, primarie da reinventare. L’addio di Paolo Zedda ai Rossomori
CAGLIARI. È ufficiale: saranno due i candidati alla segreteria del Pd, anche se alla fine potrebbe essere uno solo. La commissione congresso ha preso atto della decisione del vertice romano del partito, che ha negato alla Sinistra Dem la possibilità di presentare un nuovo candidato. La corrente era rimasta orfana del portabandiera dopo il recente passaggio di Yuri Marcialis nel movimento degli scissionisti del Pd. La sentenza della commissione di garanzia nazionale, come si sa, non è stata accolta bene dagli esclusi. E ieri Anna Crisponi, portavoce della corrente La Traversata, che fa parte dei bocciati, ha rilanciato la polemica su Facebook: «La Sinistra del partito è stata esclusa dal congresso solo per un cavillo burocratico, ma non può finire così». Nel frattempo i due candidati rimasti in corsa – Giuseppe Luigi Cucca per i renziani e gli ex Diesse e Francesco Sanna presentato dai soriani – sarebbero pronti a rivedere le loro strategie. A fare il primo passo è stato ancora una volta Sanna, che ha inviato a Cucca la richiesta – è stata accolta – di riaprire un confronto «alla luce della decisione della commissione di garanzia». Secondo alcune indiscrezioni, questa mossa sarebbe un altro tentativo per arrivare, il 30 aprile, a votare un candidato unitario. È l’ipotesi intorno a cui le diplomazie del Pd non hanno smesso di lavorare in queste settimane soprattutto dopo l’ormai sicuro accordo fra Cucca e i popolari riformisti dell’area Cabras-Fadda, che non ha un suo candidato. Intanto, c’è stato un piccolo terremoto fra i Rossomori in Consiglio. Dopo essere stato contestato dalla direzione del partito per aver aderito al gruppo Sdp (gli ex Sel), Paolo Zedda ha tagliato definitivamente i ponti con la lista che l’aveva eletto nel 2014.
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