La Nuova Sardegna

Sclerosi, i pazienti: non toccate il Binaghi

Ma l’Aism nazionale garantisce sul futuro del Centro: resta il punto di riferimento della rete regionale

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CAGLIARI. La Regione guarda al futuro, alla costruzione della rete decentrata per la sclerosi multipla, ma nel frattempo gli oltre 4mila malati dell’isola pensano al presente, ai disagi che in questo momento sono costretti ad affrontare per la carenza di personale al Binaghi. In poche settimane l’organico del centro regionale si è dimezzato. Ad andare in pensione è stata anche la storica direttrice Marisa Marrosu, scienziata di fama mondiale, per un breve periodo nei primi anni ’90 anche assessore alla Sanità. La Regione assicura che in breve tempo sarà superata l’emergenza, ma i pazienti sono sul piede di guerra e annunciano clamorose proteste se il Binaghi non ritornerà a lavorare a pieno ritmo. «Io ho la sclerosi multipla e parlo a nome dei tanti che hanno questa malattia – racconta Vittorio Vacca, di Oristano –. Oggi il reparto sta funzionando al 30 per cento delle sue potenzialità. A 5 medici non è stata rinnovata la convenzione, uno è stato spostato in un altro reparto e due sono andati in pensione. Ne sono rimasti meno della metà. Tanto che oggi vengono assicurate solo le visite più urgenti. Nessuno risponde al telefono perché non c’è personale. Una emergenza che ha avuto inizio un anno fa con la delibera dell’assessore Arru di sottrarre alla sclerosi multipla un milione di euro per i farmaci. Da quel momento la situazione è precipitata. E anche la Marrosu ha deciso di andarsene. Per noi la professoressa è un dio, l’abbiamo convinta a restare, ma alla fine è dovuta andare in pensione lo stesso. Ora lei vorrebbe rimanere al Binaghi come volontaria, ma ancora nessuno le ha risposto».

L’Aism. Rassicurazioni sul futuro del Binaghi arrivano dall’avvocato Paolo Bandiera, direttore affari generali dell’Aism, che dalla fine del 2015 fa parte del tavolo tecnico costituito dalla Regione per la realizzazione della rete della sclerosi. «Il centro Binaghi è una eccellenza non solo per la Sardegna ma nel panorama nazionale – dice –. Nell’isola ci sono circa 4mila persone ammalate di sclerosi che fanno affidamento sul servizio. In quest’ultimo periodo so che molte persone sono preoccupate sulla riorganizzazione del Centro. Ma si tratta di ipotesi non solo mai sostenute dall’assessorato, ma sempre smentite. L’assessore Luigi Arru ha piena consapevolezza di quella che è l’emergenza in Sardegna, dove la percentuale di persone colpite dalla sclerosi è doppia rispetto alla media nazionale». Ed è proprio per questo motivo che il Tavolo sta portando avanti il progetto per una rete decentrata. «Si punta a individuare livelli di assistenza su tutto il territorio della regione, proprio con l’obiettivo di non costringere i pazienti a spostarsi – dice ancora Bandiera –. Abbiamo piena fiducia nell’impegno dell’assessorato che continua a puntare sul Binaghi come primo riferimento della rete regionale». L’esatto contrario di quello che sostiene, e soprattutto teme, la sezione di Oristano. «L’Aism è un’associazione nazionale che parla con un’unica voce». (al.pi.)

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