Varacalli in teleconferenza per il giudizio-bis sul delitto
CAGLIARI. Condannato a 24 anni e mezzo di carcere per aver ucciso con un colpo di pistola in bocca il pastore ventenne Bebo Corona, la mattina del 24 febbraio 2009 a Serdiana, il pentito di N’dranghet...
CAGLIARI. Condannato a 24 anni e mezzo di carcere per aver ucciso con un colpo di pistola in bocca il pastore ventenne Bebo Corona, la mattina del 24 febbraio 2009 a Serdiana, il pentito di N’drangheta Rocco Varacalli dovrà ritornare stamattina davanti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello per il giudizio di secondo grado. Sarà un ritorno virtuale, perché su richiesta del pg Giancarlo Moi l’imputato risponderà alle domande dell’accusa e della difesa in videoconferenza, grazie a un collegamento tra il penitenziario di Torino e il palazzo cagliaritano, che dovrà essere allestito alla prossima udienza. A inchiodare Varacalli all’accusa di omicidio sono state le prove testimoniali raccolte ai processi in cui imputato del delitto era il giovane pastore Francesco Baldussu, assolto e risarcito per l’ingiusta detenzione col padre Raffaele. La vicenda assunse aspetti paradossali quando il pm Sandro Pili affidò proprio a Varacalli una parte dell’indagine, incaricandolo di raccogliere testimonianze con un registratore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google