In crescita l’export delle imprese isolane verso i paesi arabi
Venduti prodotti per 100 milioni, in testa alimentari e tessuti Ma il totale delle esportazioni è in calo: -4,9 per cento
SASSARI. È di oltre 96 milioni di euro il bilancio relativo al 2016 dell’export delle imprese manifatturiere, categoria in cui vengono classificate tutte le tipologie di attività commerciali tranne quelle legate al settore petrolifero, della Sardegna verso i paesi arabi.
Dei 96 milioni che compongono il totale registrato lo scorso anno, oltre 50 sono rappresentati dalle esportazioni delle imprese artigiane e dalle micro e piccole imprese. La vendita verso la sponda sud del Mediterraneo di alimentari, articoli in pelle e tessili, abbigliamento, prodotti in metallo e altre produzioni manifatturiere, nell’anno appena concluso ha registrato una crescita del +2,7 per cento rispetto all’anno precedente.
Sono i dati del 2016 che mettono in evidenza un altro elemento da non sottovalutare: la rilevazione è in netta controtendenza rispetto al calo del 4,9 per cento del totale delle esportazioni sarde.
Ovvero sull’export della Sardegna verso Arabia Saudita, Libia, Libano, Algeria, Egitto, Marocco, Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Bahrain, Iraq, Giordania, Siria e altri paesi appartenenti alla Lega degli Stati Arabi, elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato, su dati Istat, segnano una nuova via del commercio che sembra non risentire della crisi economica.
In particolare, 47,9 milioni di euro di prodotti sardi del manifatturiero sono volati in Arabia Saudita, facendo registrare un significativo +45,2 per cento rispetto al 2015. Ma quella registrata tra la Sardegna e l’Arabia Saudita non è la percentuale che ha fatto segnato il rialzo maggiore. Nell’elenco, infatti, figurano i 14,9 milioni di esportazioni verso il Bahrein (+161,1 per cento) ma anche i 15,2 milioni di esportazioni verso gli Emirati (-33,1 per cento). Poi, 4,8 verso la Tunisia (+28 per cento), 4,5 verso il Marocco (+90,3 per cento), 2,9 verso l'Egitto (-56,3 per cento) e due milioni verso la Libia (+187,6 per cento). Un’escalation che evidenzia la caduta dei confini dell’export e l’esigenza di esplorare nuovi mercati, anche fuori dalla rotte commerciali che hanno caratterizzato il passato recente del commercio isolano: «Questi dati confermano più cose – spiega Stefano Mameli, segretario di Confartigianato Imprese Sardegna –, innanzi tutto che il trend cresce dal 2014, ma anche che per le nostre imprese lo spazio è enorme e che le piccole realtà si stanno affacciando con sempre maggiore determinazione fuori dai confini regionali». Secondo il segretario di Confartigianato Imprese Sardegna i risultati del report appena pubblicato devono essere letti in prospettiva: «Nel senso che bisogna investire nell’internazionalizzazione, come la Regione e le imprese fanno da qualche tempo. Le imprese hanno capito che il mercato domestico non è più sufficiente e che quello globale offre molteplici opportunità da cogliere – aggiunge ancora Stefano Mameli – per questo motivo le aziende artigiane parteciperanno a Cagliari alla terza “Borsa Internazionale delle Imprese Italo Arabe”, un importante evento organizzato per provare a far cogliere tutte le nuove opportunità al sistema produttivo isolano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
