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la vertenza con lo stato

Partita accantonamenti il salasso sarà dimezzato

Partita accantonamenti il salasso sarà dimezzato

CAGLIARI. Il governo ha capito finalmente che 684 milioni di accantonamenti, soldi scippati ogni anno alla Sardegna, sono davvero troppi. È stato il dossier presentato a Roma dall’assessore al...

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CAGLIARI. Il governo ha capito finalmente che 684 milioni di accantonamenti, soldi scippati ogni anno alla Sardegna, sono davvero troppi. È stato il dossier presentato a Roma dall’assessore al bilancio Raffaele Paci a fare breccia nel muro finora tirato su da Palazzo Chigi. A confermare il cambio di rotta è stato il sottosegretario Gianclaudio Bressa. Al termine del secondo incontro ha riconosciuto – fa sapere una nota della Regione – che «le richieste della Sardegna sono ragionevoli e legittime». Il che vuol dire: d’ora in poi la pratica accantonamenti sarà gestita direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. «È un altro importante passo avanti – ha commentato Paci – in questa vertenza con lo Stato, che non può più pretendere dai sardi un contributo così elevato per ripianare il debito pubblico nazionale». Non c’è un obiettivo dichiarato su quanto la Regione chiederà al ministro Padoan e alla Ragioneria generale dello Stato, perché Paci ha sempre solo detto: «Dal 2018 dovrà esserci comunque una riduzione drastica della quota». Ma stando alle previsioni lo sconto, definizione non esatta ma chiara, dovrebbe essere di almeno 250 milioni ma potrebbe arrivare anche a 300. Dunque, poco meno della metà di quanto dal 2012 in poi, con un crescendo da brivido, non trasferisce alla Sardegna nonostante le precise regole, scritte nello Statuto, su come debba essere suddiviso l’ammontare delle entrate fiscali. Paci anche di recente ha detto: «Doveva essere un prelievo straordinario e invece anno dopo anni il sacrificio non solo è stato confermato ma addirittura è cresciuto fino agli attuali 684 milioni». Stando alla tabella di marcia della Regione, «la chiusura favorevole della vertenza dovrebbe arrivare prima della prossima Finanziaria, quella del 2018, e permettere quindi alla Sardegna di avere un bilancio molto più ricco rispetto a quelli degli ultimi anni». Soldi che la Regione vorrebbe investire nello sviluppo visto che oggi gran parte della Finanziaria è bloccata dalle spese correnti e dal costo della sanità. «Siamo fiduciosi – ha concluso l’assessore subito dopo l’incontro con Bressa – Perché il fatto che la vertenza sia passata nelle mani di Palazzo Chigi è passo importanti e siamo ancora più fiduciosi rispetto a pochi giorni fa». Però l’annuncio della Regione è stato commentato in ben altro modo dall’opposizione. Per l’ex governatore Ugo Cappellacci, Forza Italia, «Ci sarebbe voluto ben altro e non la solita propaganda di maniera, per cancellare la beffa dei 2 miliardi sottratti in questi anni alla Sardegna e sempre con arroganza dallo Stato». Non è molto diverso neanche il tono della dichiarazione di Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale: «L’assessore Paci continua a contrabbandare gli annunci come successi, mentre anche questa volta ha ottenuto solo un rinvio chissà a quale data». Per il centrodestra «la vertenza con il governo non andava combattuta con il fioretto ma con la sciabola. Invece la giunta Pigliaru ha ritirato tutti i ricorsi alla Corte costituzionale che avevamo presentato nella precedente legislatura». Ma va ricordato che comunque la giunta Pigliaru ha impugnato le ultime due Finanziarie nazionali.

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