Pili: Coldiretti contro il pecorino
Il deputato accusa: l’associazione del Lazio sostiene il nome Cacio romano
CAGLIARI. La guerra del formaggio rischia di diventare una battaglia fratricida. Il deputato Mauro Pili di Unidos denuncia che Coldiretti Lazio s’è costituita parte civile contro il Consorzio del Pecorino romano in un procedimento sull’utilizzo di un nome simile da parte dei privati. «Davanti all’agguato contro il Pecorino romano la Regione deve costituirsi senza perdere altro tempo nella cancelleria del tribunale civile di Roma – dice Pili –. E altrettanto deve fare la Coldiretti Sardegna per reagire all’indebita costituzione della Coldiretti Lazio contro il Consorzio del pecorino romano. Non è più tempo di scherzare. Il danno che verrebbe da uno scippo del marchio è incalcolabile e gravissimo. E’ evidente che le lobby si stanno organizzando per strappare una fetta di mercato al pecorino prodotto per il 95 per cento dai sardi. La decisione della Coldiretti Lazio è grave perché schiera un’organizzazione di categoria contro il Consorzio a difesa di un fantomatico cacio romano che in alcun modo può usare la denominazione di una produzione Dop» Secondo il deputato «è il comparto ovino sardo a essere messo a rischio da una campagna oltraggiosa di esponenti istituzionali e associativi del Lazio. Il Lazio sta sostenendo la richiesta di una nuova Dop da chiamare appunto “Cacio romano”, che già di per sé (con il termine “romano”) genera confusione sui mercati a discapito della Dop “Pecorino romano”. Per Pili «il 3 per cento dei produttori laziali sta cercando, con azioni discutibilissime dal punto di vista giuridico, di imporre e far riconoscere una nuova denominazione di origine. La registrazione di un marchio Cacio romano da parte di una azienda laziale è un chiaro tentativo di imitazione della Dop Pecorino romano. Un tentativo chiaro perché già dal 2009, i produttori laziali possono e potevano mettere la dicitura “Pecorino Romano prodotto nel Lazio”, e lo fanno perché il vero obiettivo è quello di togliere la denominazione e l’utilizzo del marchio Pecorino romano ai produttori sardi ed anche di svalutare il quello prodotto in Sardegna».
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