La Nuova Sardegna

Giulini non va al vertice in prefettura

di Alessandra Sallemi
Giulini non va al vertice in prefettura

Il presidente del Cagliari convocato ma assente. La prefetta: i club si impegnino contro i violenti

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CAGLIARI. Non c’era Giulini il presidente del Cagliari Calcio e quindi il vertice del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato apposta per affrontare il tema delle tifoserie violente col patron della squadra, è stato rinviato.

Comunque, una decisione che inaugura la stretta dei controlli sui clan di tifosi, ieri mattina è stata presa lo stesso: le ditte che noleggiano pullman saranno raggiunte da una circolare che le invita a comunicare alla questura le trasferte delle tifoserie. Vale a Cagliari, ma dovrà valere in tutto il resto della Sardegna perché gli scontri di Sassari, avvenuti per la volontaria aggressione da parte degli ultras cagliaritani, hanno acceso i riflettori sulla tifoseria sassarese. «Dovremo studiare meglio anche la tifoseria sassarese che ha innescato la lite», ha dichiarato il questore Danilo Gagliardi alla fine della riunione del comitato.

Sulle modalità del viaggio organizzato dagli ultras cagliaritani e sullo scontro avvenuto alla stazione di Sassari, la questura non ha dubbi: «Era un disegno preparato a tavolino e non era finalizzato a vedere la partita Sorso-Cagliari. Sono conclusi gli accertamenti su ciascuno dei 66 tifosi fermati sui pullman e identificati alla stazione di servizio Agip sulla 131 all’altezza di Nuraminis, il risultato dell’indagine andrà alla procura di Sassari titolare dell’inchiesta, in campo noi abbiamo l’eccellenza del team che si occupa delle tifoserie».

Il punto dolente, però, è che qualcosa a questo team è sfuggito, il viaggio è stato preparato con cura, ma le forze dell’ordine non ne hanno saputo nulla. Il questore: «L’organizzazione della trasferta è partita in modo frazionato, in un momento lontano nel tempo. E non ha interessato l’area vasta di Cagliari, l’agenzia cui si sono rivolti gli ultras - ha sottolineato Gagliardi - non conosceva la situazione».

Sulla tipologia dei vari facinorosi il questore non ha escluso che ci possano essere anche persone già raggiunte da un Daspo, forse non inflitti qui nell’area di Cagliari. Nel gruppo, insomma, è possibile ci fossero elementi di varia provenienza geografica.

Anche se non è stato possibile ragionare sugli accorgimenti da adottare per scoraggiare atti violenti dei presunti tifosi, ieri era già ben chiaro che niente potrà essere più come prima. La prefetta Giuliana Perrotta: «Il problema riguarda l’intera società civile, non si può consentire che ci siano gruppi così numerosi che possono spostarsi sul territorio senza che tutti ci sentiamo coinvolti». Il primo passo è coinvolgere le società sportive: «Ci sono circolari del ministero dell’Interno che allargano alle società calcistiche l’impegno per arginare le intemperanze delle tifoserie. La prima riunione che faremo col presidente Giulini servirà per fare il punto su cosa è stato fatto e cosa resta da fare».

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