La Nuova Sardegna

la polemica

Ance all’attacco dei sindacati

I costruttori edili: «Siglati accordi sfavorevoli ai lavoratori»

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SASSARI. I costruttori edili dell’Ance attaccano i sindacati, accusati di avere compiuto scelte sbagliate e di «sedersi contemporaneamente su più tavoli concorrenti tra loro e con interessi contrastanti». Nel mirino di Ance Nord Sardegna, Sardegna meridionale, Sardegna centrale e Ance Oristano, ci sono i sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. I costruttori ricordano che nel settembre 2015 le sigle «sono entrate a fare parte del sistema artigiano della Cassa edile artigiana (Caes), che fino ad allora avevano sempre osteggiato, definendolo illegale sia nella sua composizione che negli atti contrattuali, tanto da intraprendere azioni legali nei confronti dello stesso. Già con questo atto – aggiungono i costruttori – il sindacato ha tradito tutti i suoi interlocutori storici e ha avallato un sistema retributivo che ha determinato disparità di trattamento tra i lavoratori e una grave condizione di concorrenza sleale tra le imprese». Nonostante i tentativi di instaurare un dialogo, sottolinea l’associazione «alle rassicurazioni non sono seguiti fatti concreti costringendoci, per ripristinare condizioni di parità operativa fra le imprese, a comunicare con congruo anticipo il recesso dai contratti integrativi provinciali, con decorrenza 1 febbraio 2017» Poi l’affondo: «Il sindacato dovrebbe spiegare ai lavoratori perché ha firmato contratti al ribasso». Successivamente al recesso «Filca Cisl e Fillea Cgil hanno sottoscritto un contratto integrativo regionale con due associazioni artigiane – dicono i rappresentanti Ance – confermando ulteriormente le disparità di trattamento economico».

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