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Caria: «Daremo i 14 milioni ai pastori»

Caria: «Daremo i 14 milioni ai pastori»

L’assessore vuole destinare le risorse al sostegno del comparto produttivo: «È un settore economico fondamentale»

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SASSARI. La Regione tende la mano ai produttori. I 14 milioni di euro destinati al “Pacchetto latte” dalla manovra finanziaria approvata dalla Regione saranno destinati al tamponamento della crisi del settore produttivo, con l’Organizzazione interprofessionale del latte ovino sardo (Oilos) chiamata al ruolo di mediazione con il mondo della produzione e della trasformazione, il ruolo per cui era stata immaginata.

«Le azioni della giunta e del consiglio regionale votate nella nuova legge Finanziaria interessano a diverso titolo il comparto ovicaprino – spiega l’assessore dell’Agricoltura, Luigi Caria – hanno come primo obiettivo quello di venire incontro e dare risposte, nel breve periodo, alle difficoltà che da mesi sono costretti ad affrontare i pastori di tutta la Sardegna che sono i produttori primari di un settore fondamentale per l’economia dell’intera isola».

L’assessore dell’Agricoltura, poi, ha spiegato alcuni dettagli dell’impegno finanziario della Regione: «Gli interventi su quello che viene chiamato Pacchetto latte, dove sono previsti gli acquisti per gli indigenti dei formaggi ovini Dop prodotti in Sardegna, tra cui il Pecorino romano ma anche piccole quota di Pecorino sardo e Fiore sardo – osserva Luigi Caria –, coinvolgeranno da subito tutti gli attori della filiera, in primis l’Organizzazione interprofessionale latte ovino sardo con cui definiremo modalità e strumenti d’azione». Tutti gli interventi saranno discussi dall’organismo che riunisce circa trecento pastori, divisi in te organizzazioni, ma anche il mondo della trasformazione, inteso come industria casearia privata e cooperative di produttori. L’articolo 4 della legge Finanziaria prevede infatti che le “Organizzazioni interprofessionali riconosciute concorrono al coordinamento e monitoraggio del rispetto dei termini e delle condizioni di attuazione del programma”.

Ulteriori modifiche all’articolo 4, votate all’unanimità da tutto il Consiglio, spiegano inoltre che “qualsiasi intervento della Regione, anche quelli a carattere sociale che generi riflessi sul settore lattiero-caseario, è subordinato alla proporzionale ricaduta sull’intera filiera, con un accordo collettivo tra produttori e trasformatori che generi conseguenze nella stagione di conferimento in cui si attua, salvaguardando i pastori, produttori primari della risorsa”.

Le richieste dei pastori e della associazioni di categoria, protagoniste delle ultime proteste proprio a causa del crollo del prezzo del latte, hanno ottenuto una risposta da parte della politica. La platea della scontenti, gli stessi che hanno visto precipitare il prezzo del latte nel giro di due anni – nel 2015 oscillava tra 1,20 euro e 1,10 al litro mentre nel 2017 la cifra giusta, per modo di dire, è crollata fino a raggiungere i 60 centesimi – è composta da 11mila aziende zootecniche che sono stata definite come la spina dorsale dell’economia sarda e che, da ieri, si sentono un po’ meno sole. (c.z.)

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