Dalle piste da ballo della movida ai beveroni magici anti-sbronza
Nuorese, 56 anni da compiere a Ferragosto, Mario Mele ha trascorso una vita tra locali di intrattenimento e discoteche
NUORO. Nuorese, 56 anni da compiere a Ferragosto, una vita trascorsa tra locali di intrattenimento e discoteche, prima come dj nei ruggenti anni ’80 e conduttore di programmi nelle radio barbaricine, poi da imprenditore alla guida dei locali più in voga della costa orientale tra starlette e vip più o meno conosciuti.
Ma sempre sulla cresta dell’onda, sempre pronto a sfornare progetti, sempre pronto a cavalcare idee innovative. Come quando, nel giugno del 2009, da titolare del celebre “Pata Pata” di Agrustos diventa il paladino di tanti automobilisti amanti della vita notturna ma anche dei drink, perché tra una pista da ballo e l’altra, vende una sorta di pozione salva-patente. Era una bibita con un vago retrogusto di pera scoperta da due ricercatori francesi, distribuita in Italia da un’azienda di Pordenone, e piuttosto discussa dalla comunità scientifica. In Sardegna era un’illustre sconosciuta: Mario Mele, invece, ce l’aveva. E con quella cercava di aiutare i clienti del suo locale a superare gli effetti della sbornia, prima di potersi rimettere in viaggio in condizioni decisamente migliori.
Chi lo conosce, a Nuoro dove è cresciuto e ha aperto tanti locali, lo sa: Mario Mele è sempre stato così sin da ragazzino, un vero vulcano di idee. Cresciuto in una famiglia normalissima, due fratelli e una sorella, sin da piccolo si rimbocca le maniche e allo studio preferisce il lavoro. Comincia a guadagnare i primi soldi come dipendente di una rivendita di vernici, poi arrotonda anche dando una mano ai muratori e agli imbianchini.
A quegli inizi, e in particolare a quelle abilità manuali apprese sul campo, Mario Mele tiene sempre tanto. E nella vita quelle capacità gli sono preziose in diverse occasioni. Come quando, il 12 febbraio del 2003, i soliti ignoti incendiano il “Boca Chica”, la discoteca che ha aperto a Nuoro, nella zona di Mughina. La mattina dopo, anzichè leccarsi le ferite di fronte al disastro, Mario Mele è là, all’interno del locale annerito dal fumo, con un pennello in mano che cerca di rimediare al disastro.
Dopo le attività imprenditoriali a Nuoro, tuttavia, Mario Mele tenta anche di sfondare sulla costa e con il tempo apre diversi locali insieme a un gruppo di soci e amici affiatati. E lì cominciano a nascere i primi problemi con la legge. Il “Buddha del mar” di San Teodoro, per un breve periodo, viene chiuso per alcune irregolarità amministrative. E nel frattempo comincia l’avventura con la discoteca “Pata pata” ad Agrustos che nell’arco di poco tempo diventa il vero faro della movida nella costa orientale. In quelle piste, con annessi privé, ogni estate si muovono i vip dei rotocalchi, i reduci del Grande fratello, le star della tv, ma anche la grande folla di amanti del divertimento che arrivano dal circondario. Ed è proprio da quei locali che nasce l’inchiesta della Procura di Nuoro approdata poi in una ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a una maxi evasione fiscale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
