Alghero senza Ryanair punta sui charter

Annamaria Delitala, wine resort Ledà d’Ittiri: ben vengano, ma le piccole strutture sono tagliate fuori

MILANO. Alghero come negli anni 50, quando era parte dello scacchiere della Horizon holidays, la società inglese che ha lanciato i voli charter e, così, anche il Mediterraneo come destinazione turistica di massa.

Dopo l’addio di Ryanair, Alghero sta basando parte (buona parte) della sua stagione turistica su unico servizio: quello dei charter, appunto. Un bene o un male?

Annamaria Delitala, titolare del Wine resort Ledà d’Ittiri, tra Santa Maria La Palma e Fertilia, fa un ragionamento complesso. «Possiamo dire che è positivo da una parte, perché aiuta i grossi hotel, e preoccupante dall’altra, perché taglia fuori i piccoli albergatori, i bed and breakfast e ristoranti - spiega la Delitala, che fa parte, come Domos, del Consorzio turistico Riviera del Corallo -. I charter stanno tornando alla grande, da noi. Un fenomeno cominciato due-tre anni fa, in concomitanza con il progressivo abbandono di Ryanair, e che per quest’estate si sta rafforzando moltissimo. Solo il tour operator Tui, per il suo villaggio da 800 posti a Baia di Conte e per gli altri alberghi, ha in programma sedici voli a settimana, da maggio a ottobre».

Numeri impressionanti, cui si devono aggiungere i due charter alla settimana in programma dalla Spagna (Madrid e Valencia) e quello da Dublino, fatto da Sunway. «Tui ci porta turisti da Svezia, Norvegia e Danimarca; Sunway copre il vuoto di Ryanair e questo permette agli alberghi di avere le camere occupate, tutte le settimane - spiega la Delitala - ma la situazione cambia radical mente se si considerano i turisti individuali e i piccoli operatori». Il suo wine resort, 18 ettari, una casa della bonifica recuperata, una clientela in larghissima parte internazionale, un calendario lungo, «tengono aperto finché ce n’è», è un mondo a parte, ma - dice la Delitala - «sugli individuali Alghero ha avuto un calo forte nel 2016 e rischia di averlo anche nel 2017. Senza voli diretti, tutto è più complicato. I charter, poi, e questo è l’aspetto negativo, non portano turisti nelle piccole strutture, nei ristoranti, la cui stagione, così, comincia sempre più tardi. Eppoi, pensiamo agli autonoleggi: senza i voli, molti hanno chiuso; Avis, che è forte, ha spostato le auto a Olbia».

Un ritorno al passato tutto da decifrare, per Alghero. «La stagione - chiude la Delitala - si sta restringendo, invece di allungarsi. E poi, se ne dovesse andare Tui...». (g.pi.)

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