Proteste davanti alla fabbrica di bombe
Manifestazione dei pacifisti a Domusnovas, tensione con forze dell’ordine e popolazione
DOMUSNOVAS. «Stop al massacro nello Yemen dove si utilizzano bombe costruite da mani sarde nella fabbrica di Domusnovas». La protesta dei pacifisti e antimilitaristi si è fermata davanti all'imponente schieramento di forze dell'ordine in tenuta antisommossa a circa 500 metri di distanza dallo stabilimento tedesco Rwm che produce bombe a Domusnovas. Un paese con poco più di 6mila abitanti. I manifestanti, tra bandiere e striscioni, hanno supplicato più volte carabinieri e polizia di poter raggiungere la piazza davanti allo stabilimento in un corteo pacifico. Ma dentro l'azienda c'erano gli operai che lavoravano e a differenza delle altre volte in cui i turni finivano in anticipo o i lavoratori venivano messi in ferie almeno per una giornata, ieri il personale della fabbrica ha lavorato normalmente e la produzione non è stata bloccata neanche per un' ora come avrebbero voluto i manifestanti. «Vogliamo dire no alla violenza, basta con la costruzione di bombe utilizzate nei paesi in guerra che colpiscono ospedali, scuole e orfanotrofi», dice Mariella Sezu di campagna Stop bombe Rwm. «Diciamo no alla guerra e sì al lavoro pensando però ad una riconversione», precisa Bustianu Cumpostu di Sardigna Natzione. Nel pomeriggio i manifestanti si sono diretti in corteo, animato da musica funebre, dentro il paese, accolti dagli abitanti di Domusnovas, in un clima di rabbia e fastidio che ha dato vita anche a diversi scontri verbali. «Noi abbiamo la fabbrica e le pensioni, e basta! Qua non c'è altro», dice un signore anziano che dalla finestra di casa guardava contrariato il corteo. Nello stabilimento della Rwm ci lavorano circa 150 persone. Gran parte sono di Domusnovas, gli altri dei paesi limitrofi. «Costruiteci prima altre opportunità di lavoro in grado di occupare tutte queste persone».
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