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la corte dei conti valuta il SISTEMA trasporti dell’isola

Flotta sarda bocciata dai giudici continuità aerea tutta da rivedere

Flotta sarda bocciata dai giudici continuità aerea tutta da rivedere

CAGLIARI. Le rotte aeree per Roma e Milano sono al collasso, i biglietti costano troppo e l’impegno delle compagnie low cost non basta a coprire le esigenze dei viaggiatori sardi perché manca la...

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CAGLIARI. Le rotte aeree per Roma e Milano sono al collasso, i biglietti costano troppo e l’impegno delle compagnie low cost non basta a coprire le esigenze dei viaggiatori sardi perché manca la possibilità di andare e tornare in giornata, non è possibile cambiare orari e date, gli scali sono spesso lontano dalla destinazione. La causa? Per la sezione di controllo della Corte dei Conti la scomparsa della Ct2, la continuità territoriale per gli aeroporti minori: senza più tariffe agevolate, i passeggeri si sono concentrati sui voli per le grandi città. La Regione conferma, ma solo in parte: sentito all’adunanza pubblica sui trasporti aerei e marittimi, l’assessore Massimo Deiana ha chiarito che nel calcolo complessivo le «compagnie di libero mercato» offrono tariffe mediamente più basse di Alitalia e Meridiana, lo dimostra il fatto che quelle rotte sono coperte quanto e più di prima. In ogni caso la soluzione è dietro l’angolo: Deiana ha ricordato ai giudici contabili che a ottobre partirà la nuova continuità territoriale (Ct1) che garantirà ai viaggiatori un tetto tariffario reale nelle rotte maggiori, mentre sulle altre il progetto - ancora all’esame delle autorità europee, quelle italiane sono d’accordo - è di offrire alle compagnie un aiuto economico in cambio di condizioni certe e di una tariffa massima da rispettare, lasciando però che chiunque possa operare su quegli aeroporti al di fuori dal rapporto con la Regione sarda. Per risolvere il problema del sostegno al traffico aereo internazionale, Deiana ha spiegato che la Regione punta a «far riconoscere la possibilità di una sorta di finanziamento che abbia un ritorno sull’economia generale e non solo sul singolo scalo gestito dal pubblico, una procedura per adesso non consentita». C’è poi l’idea di fare squadra con Corsica e Baleari per ottenere il riconoscimento del gap insulare: se ne parlerà il 21 e 22 giugno a Cagliari, al G7 dei trasporti.

Sul trasporto marittimo la Corte dei Conti ha bocciato senza appello il tentativo realizzato nel 2011 dalla giunta Cappellacci di replicare all’aumento delle tariffe con il varo della flotta sarda: nella relazione di Valeria Mistretta, la sezione di controllo rileva che «negli anni la Regione è intervenuta in ambiti ulteriori rispetto agli accordi sulla continuità marittima e che i risultati di tali scelte non hanno ottenuto i risultati ipotizzati, soprattutto sotto il profilo finanziario». I giudici hanno richiamato le azioni giudiziarie intentate dalla giunta sull'ipotesi dell'esistenza di un cartello per l'aumento delle tariffe nel 2011 e la conseguente decisione del Consiglio di Stato nel 2015 che ha respinto questa ricostruzione chiarendo che gli incrementi erano stati decisi a causa dell'innalzamento dei prezzi del carburante per le navi. Quindi l'arrivo della Flotta sarda per calmierare le tariffe, è stata una decisione «attuata rischiando di porsi in contrasto con le regole comunitarie, tant'è - scrivono i giudici - che in seguito la società è stata sanzionata. La scelta non è risultata fondata su una realistica analisi di mercato, infatti il contenzioso avviato dalla Regione con le altre compagnie si è dimostrato infondato». Non solo: la sperimentazione della flotta sarda «ha causato la messa in liquidazione della Saremar che, in precedenza - osserva la Corte - aveva garantito regolari collegamenti con le isole minori senza aver dato, fino all'esercizio 2011, segni di difficoltà economiche».

Su questa decisione di condanna della Saremar alla restituzione di 10,8 milioni di euro l'assessore Massimo Deiana ha spiegato che la Regione ha proposto ricorso. (m.l)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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