I 75 anni di Mesina, compleanno in cella per Grazianeddu
L’ex ergastolano è rinchiuso nel carcere di Badu ’e Carros. È stato condannato a 30 anni per traffico di droga
NUORO. Ha compiuto 75 anni in carcere. È il terzo compleanno che Graziano Mesina, l’ex primula rossa del banditisimo “d’antan” sardo, festeggia, si fa per dire, nel carcere di Badu ’e Carros da quando è stato nuovamente arrestato con l’accusa di essere il capo di una banda che trafficava droga e armi in tutta Italia.
Non ha ricevuto la torta con le candeline, ma ha comunque festeggiato i tre quarti di secolo di vita, di cui quasi 50 anni trascorsi dietro le sbarre e alla latitanza, in maniera abbastanza singolare, riuscendo ancora a una volta a stupire anche chi lo conosce bene e gli è vicino in questo periodo ancora più difficile della sua tribolata esistenza. Aveva infatti appuntamento con i suoi legali per valutare le motivazioni dell’ultima sentenza e predisporre i motivi per l’appello, ma quando gli avvocati Beatrice Goddi e Maria Luisa Vernier si sono presentate in parlatorio per incontrarlo, convinte di trovare un uomo amareggiato. si sono invece viste comparire un Grazianeddu sorridente, leggermente abbronzato e nuovamente in discreta forma fisica.
«Oggi è il mio compleanno, compio 75 anni» ha detto due giorni fa Mesina ai suoi legali, arrivati a Badu ’e Carros insieme alla psicologa Claudia Curreli proprio per valutare le condizioni psicofisiche dell’ex primula rossa. Neppure la nuova pesantissima condanna è comunque riuscita a scalfire la tempra da balente di Graziano Mesina, che avrebbe detto di essere determinato a dimostrare la sua innocenza per poter così tornare in libertà e godersi, finalmente all’aria aperta, gli anni che gli restano ancora da vivere.
E così insieme agli avvocati Goddi e Vernier ha cominciato a valutare la linea da seguire per il processo d’appello. Graziano Mesina ha trascorso quasi 50 anni della sua vita dietro le sbarre. Era tornato in libertà nel 2004 grazie al provvedimento di grazia concessogli dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Insieme ad altri due soci, nel 2007 aveva aperto un’agenzia di viaggi a Ponte San Nicolò, in provincia di Padova. Ma nel giugno 2013 era nuovamente finito nei guai: accusato di traffico di droga. I magistrati della Dda di Cagliari l’avevano arrestato con l’accusa di essere il capo di un’associazione a delinquere dedita al traffico di droga, ai furti e alle rapine. E, secondo gli inquirenti, aveva anche progettato un sequestro di persona, come era emerso dalle intercettazioni. Il 12 dicembre 2016 dopo la condannato a 30 anni gli è stata revocata la grazia. (plp)
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