La Base: c’è una filiera da salvare
Arbau e Ledda dopo i 14 milioni stanziati dal Consiglio per il Pecorino romano
CAGLIARI. L’effetto volano sul prezzo del latte ci sarà e sarà in tempi brevi. I 14 milioni del Consiglio regionale per acquistare almeno 30-31mila quintali dei 100mila di Pecorino romano invenduto, faranno aumentare in un attimo e di almeno 30 centesimi – da 0.50 a 0.80 al litro – il listino della materia prima. È questa la certezza del movimento La Base, che col consigliere regionale Gaetano Ledda e il presidente Efisio Arbau, ha lottato nel dibattito sulla Finanziaria. Alla fine ha ottenuto un «provvedimento urgente a sostegno di un mercato in grande emergenza», hanno detto nel commentare l’emendamento approvato dall’aula la settimana scorsa. Con all’interno però una clausola, prevista sempre nella legge contabile, i soldi pubblici non dovranno finire solo nelle tasche dei trasformatori. «Abbiamo vincolato il bando indigenti – ha sottolineato Ledda – alla firma del contratto collettivo fra allevatori e caseifici su un prezzo minimo del latte nella stagione ancora in corso e che si concluderà quest’estate». È proprio il contratto collettivo, non c’era da decenni, la vera novità. «Abbiamo preso ad esempio – ha detto Efisio Arbau – il pacchetto latte dell’Unione Europea, per evitare che i 14 milioni potessero essere interpretati da Bruxelles come un aiuto di Stato». Non sarà così, sempre secondo La Base, perché «a monte e quindi prima del bando dovrà esserci l’accordo scritto sul prezzo al litro». E infatti il bando della Regione sarà modellato anche sulla gara nazionale del ministero dell’Agricoltura, che a sua volta per l’acquisto del Pecorino romano stoccato ha messo a disposizione 4,1 milioni. «In tutto – ha aggiunto Ledda – l’intervento sarà di oltre 18 milioni e gli effetti saranno immediati con un terzo delle scorte della stagione 2016-2017 che saranno di fatto ritirati dal mercato». Per il movimento non ci saranno neanche gli intoppi procedurali ipotizzati da qualcuno proprio a causa del vincolo. «L’organismo interprofessionale Oilos – ha confermato Arbau – è il luogo ideale in cui produttori e trasformatori dovranno raggiungere l’accordo». L’aumento del prezzo, stando alle previsioni, dovrebbe far crescere il fatturato di 30mila euro nelle aziende che hanno una produzione media intorno ai 150mila litri di latte in un anno. Il contratto che sarà – è un’altra delle certezze della Base – «avrà è ovvio anche un peso giuridico e quindi dovrà essere rispettato da tutti, o altrimenti ci saranno un bel po’ di cause se qualcuno dei trasformatori dovesse fare il furbo». (ua)
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