La Nuova Sardegna

Verso la legge, nasce l’asse Alfano-Idv

di Chiara Scalise
Verso la legge, nasce l’asse Alfano-Idv

La proposta potrebbe arrivare in Aula alla Camera prima dell’estate. Il Pd apre alle modifiche

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ROMA. Aumento delle pene per violazione di domicilio, nessun risarcimento per chi ruba, nessuna condanna per chi si difende: sono questi i capisaldi della proposta di iniziativa popolare dell'Italia dei valori, che ha già raccolto due milioni di firme, e che ora Alternativa popolare si dice pronta a sostenere in Parlamento.

Il tema è tornato alla ribalta dopo i recenti fatti di cronaca avvenuti a Riccardina di Budrio, in provincia di Bologna, dove un barista è stato ucciso in un tentativo di rapina e a Casaletto Lodigiano, in provincia di Lodi, dove un ristoratore ha sparato ai ladri entrati nel suo locale uccidendone uno.

Fatti che hanno riacceso il confronto politico sulla legittima difesa. Il dibattito potrebbe arrivare in Aula alla Camera entro la pausa estiva.

Dopo un anno di stand-by infatti in commissione Giustizia la maggioranza dei gruppi ha deciso una nuova accelerazione adottando un testo base, seppure non condiviso, e fissando i termine per la presentazione degli emendamenti per giovedì 13 aprile.

A scendere in campo a fianco dell'Idv è direttamente il leader di Ap e ministro degli Esteri Angelino Alfano: «Abbiamo i parlamentari che possono dare una mano a portare la proposta». Parole, commenta il leader Idv Ignazio Messina, che «ci fanno ben sperare. Poi vedremo in Parlamento chi voterà a favore e chi contro».

Il percorso non si annuncia però facile: la proposta all'esame della commissione di Montecitorio è targata Pd e non convince quasi nessuno degli altri partiti.

C'è chi come la Lega (che con Salvini sarà in piazza il prossimo 25 aprile proprio per invocare una stretta), Fdi ma anche Forza Italia chiede un inasprimento delle misure e chi come Sinistra italiana sostiene che non sia necessario intervenire.Così come dubbi sono stati espressi dal fronte della magistratura.

Secondo il ministro degli Affari regionali le norme attuali lasciano però «troppo spazio alle interpretazioni dei giudici. È fondamentale invece - sottolinea - che ci sia una certezza dei comportamenti leciti e di quelli che illeciti».

Per il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri «bisogna andare incontro con chiarezza alle esigenze di tutela dei cittadini, senza legittimare giustizia fai da te o far west».

Da parte del Pd non ci sono chiusure nette, assicura la deputata Anna Rossomando: «Accogliamo alcune perplessità avanzate da settori del parlamento che chiedono modifiche per rafforzare la norma in esame. Ma se diciamo che i cittadini si devono armare, il rischio è creare una situazione da far west».

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