La Nuova Sardegna

L’agricoltura scommette sull’innovazione

di Vincenzo Garofalo
L’agricoltura scommette sull’innovazione

Regione, enti e associazioni sottoscrivono la Carta di Sassari. L’assessore Caria: serve collaborazione

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SASSARI. Il comparto agroalimentare della Sardegna cerca di lasciarsi alle spalle la crisi economica facendo sistema e scommettendo su tre parole chiave: innovazione, ricerca e cooperazione. Uno scatto di orgoglio sancito a Sassari dove gli Stati generali dell’agricoltura sarda, riuniti al Dipartimento di Agraria della Università sassarese per partecipare a un workshop hanno sottoscritto la “Carta di Sassari”, documento ufficiale che istituisce la Comunità dell’Innovazione del settore agroalimentare della Sardegna e ne sancisce i principi ispiratori. Alla stesura della Carta di Sassari, prima versione di un documento ancora perfezionabile dai firmatari, hanno contribuito l’insieme dei partecipanti al workshop, dall’assessore all’Agricoltura, Pierluigi Caria, ai rappresentanti di tutti gli enti, le istituzioni e le associazioni di categoria che si occupano di agricoltura e ricerca in Sardegna (Dipartimenti di Agraria e di Veterinaria dell’Università di Sassari, Agris Sardegna, Laore, Forestas, Istituto zooprofilattico sperimentale, Sardegna ricerche, Associazione regionale allevatori, Centro di programmazione regionale dell’assessorato per la Programmazione e il Bilancio, Associazioni dei produttori Agricoli Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri).

La Carta di Sassari fissa un decalogo di buone intenzioni che i vari enti dovranno applicare per fare in modo che l’agricoltura sarda esca dal pantano e, sfruttando le armi dell’innovazione e della ricerca, diventi un vero strumento di sviluppo economico, sociale e culturale per tutta l’Isola. Un risultato che l’assessore Caria ha messo in cima alla sua agenda personale: «Il mio mandato ha una doppia caratteristica, deve durare 24 mesi e raggiungere gli obiettivi specifici prefissati, seguendo scrupolosamente un preciso cronoprogramma. Noi crediamo in un nuovo sistema dell’agricoltura sarda, un comparto dove c’è necessità di mettere ordine, ma senza buttar via le tante risorse e risultati utili conseguiti nel passato», ha precisato Caria rispondendo ai tanti input messi in circuito durante il dibattito moderato dall’amministratore unico di Forestas, e docente del Dipartimento di Agraria, Giuseppe Pulina. «Il tema dell’innovazione e della ricerca è uno dei punti che ho nella mia lettera di mandato, ma per riuscire a centrare questo punto, è necessaria la collaborazione non solo degli assessorati regionali, ma anche di tutti gli enti e associazioni del comparto, che devono impegnarsi a fare sistema, a costruire una rete e puntare tutti insieme su un’agricoltura di produzione, di precisione e di cultura». Ecco allora che nel decalogo della Carta di Sassari si stabilisce tra le altre cose che, «l’innovazione nel sistema agroalimentare è il motore dello sviluppo economico delle aree rurali della Sardegna», che, «ricerca e innovazione sono elementi fondamentali per il contrasto dello spopolamento delle aree interne dell’Isola».

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