La Nuova Sardegna

L’Ue condanna Saremar deve 10 milioni alla Regione

di Luca Rojch
L’Ue condanna Saremar deve 10 milioni alla Regione

Il tribunale europeo conferma la procedura di infrazione contro la società L’ex compagnia ora è in liquidazione. Travolta dai debiti delle navi autarchiche

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SASSARI. L'ultimo buco nello scafo della Flotta sarda lo ha fatto il tribunale dell'Unione europea. Il naufragio delle navi autarchiche costerà alle casse della Regione altri 10,8 milioni di euro. Lo scoglio finale che fa colare a picco per sempre il progetto di una compagnia di bandiera gestita dalla Regione. L’idea varata dalla giunta guidata da Ugo Cappellacci ha avuto un merito, e troppi effetti collaterali. Era nata per mettere un freno al caro traghetti. Le sorelle dei mari avevano dei costi dei biglietti insostenibili. La regione nel 2011 decide di creare la Flotta sarda. Un’emanazione della Saremar, la società controllata al 100 per cento dalla Regione che fino a quel momento si è occupata di collegamenti con le isole minori. La Flotta sarda mette in acqua due traghetti, Dimonios e Scintu. Noleggiati. I costi trasformano l’impresa in un naufragio. La Flotta sarda divora risorse e diventa una voragine nelle casse della Saremar. L’idea viene finanziata con l’iniezione di fondi regionali. L’Ue apre subito una indagine e condanna la Saremar alla restituzione di quanto ricevuto. Sono aiuti di Stato secondo i burocrati di Bruxelles. Società e Regione, sulla carta entità differenti, fanno ricorso. Ora il tribunale europeo condanna in modo definitivo Saremar a restituire i soldi.

Ma la sentenza è quasi un paradosso. La Saremar è in liquidazione. I debiti accumulati dalla avventura della Flotta sarda hanno affondato i bilanci. Inevitabile la procedura, ora nelle mani di un commissario. Dei 10,8 milioni ne saranno restituiti una piccola parte, forse il 20 per cento. Soldi pubblici vaporizzati. Ma c’è un altro paradosso. La Saremar, controllata al 100 per cento dalla Regione, dovrà restituire i soldi alla stessa Regione. Un po’come se desse la paghetta a sé stessa.

Le reazioni. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana non esulta. Si è trovato a gestire la situazione al collasso di Saremar, finita in bancarotta proprio per l’operazione Flotta sarda, e con i 167 lavoratori che avevano già ricevuto la lettera di licenziamento. Deiana è riuscito a salvare i collegamenti con le isole minori e i posti di lavoro. Aveva da subito criticato l’operazione Flotta sarda. «Questa sentenza non è gradita – dice – ma era ampiamente attesa. L’operazione di Saremar ha avuto effetti catastrofici. Abbiamo provato a difenderci, ma le nostre ragioni non sono state accolte». Deiana evita l’attacco diretto, ma aggiunge: «Qui non vince nessuno. Perde la Sardegna. Come altre volte si sono fatte scelte poco attente i cui risultati sono stati pagati ora. Mi riferisco all’operazione Flotta sarda, agli aiuti agli hotel, a quelli sulle low cost. Tutte scelte che si sono rivelate disastrose. La serietà e il rispetto delle norme nella ricerca delle soluzioni alla fine porta a dei risultati». Punta il dito contro l’Europa crudele Ugo Cappellacci, il padre della Flotta sarda. «Questa è l'ennesima condanna che dimostra che c'è un'Europa che è governata da una burocrazia, dalle lobby e dai poteri forti e che la Flotta sarda fosse un'operazione sacrosanta resterà scritto nella storia dai fatti».

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