La Nuova Sardegna

polizia/tra cagliari e quartu

La droga nascosta tra i carciofi

di Luciano Onnis

Dieci arresti: la base della banda era una finta sala giochi

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CAGLIARI. La droga viaggiava spesso nelle cassette di carciofi e ortaggi vari, con destinazione finale le varie piazze dello spaccio di Quartu e di Cagliari. Gli agenti del commissariato di Quartu e della squadra mobile di Cagliari ieri mattina hanno messo fine alle indagini avviate nel 2015 eseguendo all'alba dieci ordini di carcerazione (quattro dietro le sbarre, sei ai domiciliari) firmati dal gip Graziella Muscas su richiesta del pm Maria Virginia Boi. In carcere sono finiti Cristian Desogus, 36 anni, Giuliano Mantega (di 24), Gabriele Monni (26), già in cella a Sassari, Riccardo Secci (29), cognato di Monni. Tutti hanno raggiunto dietro le sbarre quello che è considerato il capo della banda, Renato Cogoni (45 anni, di Quartu), chiamato “lo zio”, arrestato dieci mesi fa dopo essere stato trovato in auto con un chilogrammo di hascisc e ora in carcere a Uta. Ai domiciliari, invece, rimangono Manuel Corti (27 anni), Massimiliano Piras (di 44), Serena Contu (23), Roberta Fadda (26), Maria Rita Naitana (34, moglie di Desogus), e Roberto Melis (28). Le indagini sulla banda, dirette dal dirigente del commissariato di Quartu Cosimo Bari, sono partite a seguito di un controllo effettuato un'agenzia di scommesse gestita da Renato Cogoni e Cristian Desogus, risultata solo una copertura per lo spaccio, tant'è che i terminali non erano collegati con il Monopolio di Stato, così come le slot machine erano inutilizzabili. La droga veniva nascosta da Cogoni in un terreno agricolo nelle campagne di Quartu e per rifornire i pusher si usavano cassette di cariciofi e ortaggi vari.

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