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In Italia si beve troppo, moda letale fra i giovani: più aperitivi e superalcolici

di Livia Parisi
In Italia si beve troppo, moda letale fra i giovani: più aperitivi e superalcolici

Si inizia a 11 anni, fenomeno binge drinking . È la seconda causa di morte prematura in Europa, molti gli incidenti stradali

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ROMA. Sempre più aperitivi, amari e superalcolici, e sempre più spesso lontano dai pasti. In Italia aumenta il consumo di alcol lontano dalla tavola: a preoccupare sono soprattutto i circa 3,7 milioni di «binge drinker», peraltro giovanissimi, che assumono grandi quantità di alcolici nell'arco di poche ore.

A scattare la fotografia è la Relazione al Parlamento su alcol e problemi correlati, trasmessa dal Ministero della Salute a Montecitorio.

Dopo il tabacco è il secondo responsabile di malattia e di morte prematura in Europa: l'alcol nel 2012 ha causato nel mondo 3,3 milioni di morti, ossia il 5,9% di tutti i decessi.

Provoca infatti, specifica il Ministero della salute, «danni diretti alle cellule di molti organi, soprattutto fegato e sistema nervoso centrale». Per questo «aumenta il rischio di patologie come cirrosi epatica, pancreatite, tumori maligni e benigni, epilessia, disfunzioni sessuali, demenza, ansia, depressione».

E un capitolo a parte meritano gli incidenti stradali provocati dalla guida in stato di ebbrezza cui sono attribuibili, in Europa, ben il 25% dei decessi tra i ragazzi di 15-29 anni e il 10% tra le ragazze.

Nonostante questo, il 2015 ha visto aumentare i consumi: nel corso dell'anno il 64,5% degli italiani di 11 anni e più, ovvero 35,6 milioni di persone, ha consumato almeno una bevanda alcolica (percentuale che arriva al 77,9% tra i maschi). Nel 2014 erano stati il 63% degli italiani, pari a 34,3 milioni.

Se è vero che il trend è in calo rispetto al decennio 2005-2015, che ha visto diminuire i consumatori dal 69,7% al 64,5%, quello che continua ad aumentare in modo preoccupante è il numero di consumatori di alcol che beve lontano dai pasti: nel 2013 erano il 25,8%, nel 2014 il 26,9%, nel 2015 il 27,9%.

Spesso inoltre lo fanno senza moderazione. Resta allarmante, dunque, il fenomeno del binge drinking. I consumatori che hanno bevuto 6 o più bicchieri di alcolici in un'unica occasione almeno una volta nel 2015 sono stati il 10,8% tra gli uomini e 3,1% tra le donne di età superiore a 11 anni, pari 3,7 milioni di italiani: erano 3,3 milioni nel 2014.

Continua in particolare a diminuire il numero di chi beve solo vino e birra, mentre aumenta quello di chi consuma anche aperitivi, amari e superalcolici.

Infine, anche in questo campo non mancano le diversità regionali. Il consumo è decisamente aumentato rispetto all'anno precedente sia al Nord che al Centro Italia, mentre non si rilevano variazioni significative al Sud e nelle Isole.

Quanto all'abuso: nel 2015, il 15,1% degli uomini e il 6,5% delle donne di età superiore a undici anni hanno dichiarato di aver abitualmente ecceduto nel consumare bevande alcoliche per un totale di circa 5,8 milioni di persone. La percentuale più elevata per entrambi i sessi, si rileva tra gli adolescenti di 16-17 anni e tra gli anziani ultra 65enni. Tra questi ultimi prevale il consumo durante i pasti.

Nella fascia di età 11-24 anni, invece, è soprattutto diffusa la consuetudine di bere alcolici fuori dai pasti, con una frequenza di almeno una volta a settimana. e ciò, si legge, «indica un comportamento nel consumo di alcol adottato in modo abituale e potenzialmente a rischio». »Il consumo di alcol tra i giovani - conclude il Ministero - è a tutt'oggi, una criticità che suggerisce di mantenere alta l'attenzione su questa fascia di popolazione».

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