La Nuova Sardegna

Nuove indagini sulla Moby Prince

Livorno, la procura apre un fascicolo. Lai: cerchiamo parti di verità non emerse

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LIVORNO. L’ultimo anniversario senza la verità. È questa la speranza dei familiari delle 140 vittime del disastro della Moby Prince, di cui ieri ricorreva il 26esimo anniversario. Una cerimonia si è svolta nel palazzo civico di Livorno alla presenza del sindaco Filippo Nogarin e del presidente della Commissione d’inchiesta, Silvio Lai. Ed è stato proprio il senatore del Pd a dare la notizia che la procura di Livorno ha aperto un fascicolo sul rapporto del Sismi su Giorgio Comerio, l’ingegnere di Busto Arsizio che, secondo i servizi, progettava di inabissare in mare le scorie nucleari. «Guardiamo con attenzione e stima a quello che stanno facendo gli uffici giudiziari di Livorno che non ci stanno facendo mancare la collaborazione nel recuperare tutti gli atti e la sensibilità di aprire un fascicolo dopo alcune notizie che stanno emergendo – ha affermato Lai durante le commemorazioni –. Si tratta di un fascicolo di atti relativi, quindi senza indagati, che a partire dà lì e anche utilizzando la documentazione della commissione parlamentare cercherà di fare nuova luce sulla vicenda».

La cerimonia di Livorno arriva a pochi giorni dalla commemorazione a Cagliari, dove è stata anche intitolata una piazza proprio alle 140 vittime della più grave tragedia della marineria italiana in tempo di pace. «Il sentimento più forte che devo trasmettere è quello che scaturisce, quest’anno ancor più dell’anno scorso, dalle testimonianze e dalle domande dei familiari – dice ancora Lai –. La tragedia della Moby Prince non può essere liquidata come un semplice, seppur di proporzioni drammatiche, incidente di mare da dimenticare rapidamente, senza dedicarvi tempo ed energie e senza soprattutto comprendere cosa sia successo quella notte, e cosa sia successo dopo. Chi ci segue ha visto come elementi nuovi affiorano, nuove informazioni che magari in passato sono state sottovalutate e che ora sono interpretate sotto una luce diversa. E questo è già un elemento positivo che ci spinge a lavorare con ancora maggiore impegno e determinazione». Ed entro l’estate sarà reso noto il risultato della perizia che dovrà stabilire se a bordo del traghetto il tragico 10 aprile 1991 c’era dell’esplosivo.

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