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Pd, troppe liste per Renzi area Fadda-Cabras in bilico

Pd, troppe liste per Renzi area Fadda-Cabras in bilico

Caso unico in Italia: due gruppi a sostegno dell’ex premier. Deciderà Roma

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CAGLIARI. C’è una lista in più o almeno così pare nella corsa sarda per l’Assemblea nazionale del Pd. Caso unico in Italia, nei cinque collegi isolani Matteo Renzi avrà il sostegno di ben due gruppi: uno composto dai renziani doc e dai soriani, alleati a Roma ma nemici in casa, l’altro è quello dei popolari-riformisti dell’area Cabras-Fadda. Ma non è detto che l’ex premier accetti l’inaspettato affollamento: entro domani dirà sì o no. In altre parole, la corrente che ha più potere in Sardegna, i popolari-riformisti per l’appunto, rischia la clamorosa esclusione dalle primarie nazionali previste a fine aprile. La loro partecipazione è appesa a un filo molto sottile, dicono gli esperti del complicato regolamento del Pd, anche se come gruppo di sostegno hanno presentato lo stesso le liste nei cinque i collegi. Fra molti mugugni perché «prima di tutto le regole non possono essere cambiate in corsa. Secondo: vediamo se Roma ci boccerà e soprattutto vogliamo leggere la motivazione visto che gli accordi sulla nostra presenza erano decisi da tempo», fanno sapere abbastanza stizziti. Terzo, ma non sono loro a dirlo, l’esclusione dei popolari-riformisti dal congresso nazionale potrebbe avere pesanti ripercussioni su quello regionale. Dove i candidati – da eleggere sempre il 30 aprile – sono due: Giuseppe Luigi Cucca, proposto dai renziani doc e dagli ex Diesse (che invece per la segreteria tricolore sono schierati con Andrea Orlando e quindi contro Renzi) e Francesco Sanna, proposto dalla corrente Soru. Ci sarà una rivoluzione in queste settimane? È possibile ma non è detto.

Il riepilogo. La Sardegna eleggerà 26 delegati. Sono due le liste a sostegno di Renzi: i renziani-soriani, sicuri, e i popolari-riformisti in forse. Mentre gli ex Ds sono schierati per Orlando insieme alla Rete Dem (ex civatiani, Sinistra autonomista e altri), invece esclusa dal congresso regionale. Alla fine anche Michele Emiliano, che nelle primarie interne in Sardegna è andato male, è riuscito a presentare le liste a Sassari, Oristano, Cagliari 1 e 2.

Sassari-Gallura. In questo collegio il capolista dei renziani-soriani è Gavino Manca, consigliere regionale e fedelissimo dell’ex premier toscano, al secondo posto Pier Angela Corda (renziana), al terzo Salvatore Demontis, consigliere regionale di stretta osservanza soriana. La lista dei popolari riformisti è guidata da Esmeralda Ughi. Mentre i sostenitori di Orlando hanno scelto Tomaso Visicale, consigliere comunale di Tempio-Rete Dem, e la deputata Giovanna Sanna (ex Diesse).

Nuoro-Ogliastra. L’ordine scelto dai renziani è questo: Franco Sabatini, consigliere regionale, e Pasqualina Borrotzu. Saranno loro a guidare la prima lista a sostegno dell’ex presidente del Consiglio, con i soriani che nello stesso raggrupamento saranno solo comprimari. I popolari-riformisti hanno puntato sul dentista Davide Montisci vicino al consigliere regionale Roberto Deriu. Gli ex Diesse su Giovanni Deiana.

Oristano-Campidano. I renziani-soriani hanno indicato Roberto Muscas, Stefano Musanti, segretario provinciale di Sanluri, e Antonio Biancu, che fa parte della segreteria dell’assessore regionale Pier Luigi Caria. Il capolista dei popolari-riformisti è Antonio Solinas, consigliere regionale. La lista degli ex Diesse a favore di Orlando ha nei fatti invece un doppio capolista: Teresa Pani, moglie del deputato Siro Marrocu, e il consigliere regionale Mario Tendas.

Cagliari. Nell’area metropolitana, gli ex Diesse-Orlando hanno schierato in testa il deputato Marco Meloni, i renziani Chiara Cortese, l’area Cabras-Fadda la deputata Romina Mura. Ancora più forte sarà la contesa nel collegio Cagliari hinterland, con i popolari-riformisti che in cima hanno uno dei due loro fondatori, l’ex sottosegretario Paolo Fadda, alleato nel sostenere Renzi ma bisognerà vedere fino a che punto col renziano-soriano Pietro Cocco, capogruppo in Consiglio regionale, mentre gli ex Ds hanno lasciato il primo posto ad Anna Crisponi, portavoce di Rete Dem. (ua)

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