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Pigliaru al governo: il gettito del demanio spetta alla Regione

Pigliaru al governo: il gettito del demanio spetta alla Regione

CAGLIARI. La Regione ha aperto un’altra partita con il governo Gentiloni ed è sul demanio marittimo. Va spiegata subito per capire meglio il peso del contendere. Finora è accaduto che a rilasciare le...

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CAGLIARI. La Regione ha aperto un’altra partita con il governo Gentiloni ed è sul demanio marittimo. Va spiegata subito per capire meglio il peso del contendere. Finora è accaduto che a rilasciare le concessioni sulle coste e a decidere il canone sia sempre lo Stato, attraverso il demanio, che lascia alla Regione due compiti ingrati: incassare l’affitto, cioè fa da gabelliere passa-denaro ma non vede un euro, e occuparsi della pulizia delle spiagge con una spesa tutta a suo carico direttamente o attraverso i Comuni. Dunque: finora la Regione ha fatto sempre il lavoro sporco, incassi e pulizia, mentre lo Stato dispone continua a disporre a suo piacimento delle coste sarde, non ci mette un soldo e incassa. Al ministro Enrico Costa (affari regionali) il governatore Francesco Pigliaru ha detto che così non si può andare avanti. È una procedura, in buona sostanza, che sa di beffa. Soprattutto perché altre Regioni speciali, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, hanno ottenuto invece la decisione finale sulle concessioni demaniali e, aspetto non secondario, sono loro a incassare il canone. «Anche noi chiediamo lo stesso», ha ribadito Pigliaru. Costa non è rimasto sorpreso della richiesta, il contenzioso risale a molti, troppi anni fa, e ha detto: «Con la Regione, il governo vuole discutere e trattare. C’è la volontà di trovare una soluzione e sul tavolo dei nostri rapporti c’è ora anche il problema delle concessioni demaniali». Perché da mesi, al centro del confronto, c’è anche il caso degli accantonamenti (sono 684 i milioni che lo Stato ogni anno non gira alla Sardegna per far fronte al debito pubblico nazionale) e quello della sanità, con i sardi che si pagano tutto di tasca, ospedali, farmaci, vaccini eccetera, e da Roma non ricevono un finanziamento. Costa neanche stavolta è rimasto sorpreso da queste che sono ormai delle rivendicazioni storiche. «Il mio ministero – ha detto – in questi mesi ha fatto da intermediario fra la Regione e i miei colleghi dell’economia-finanze e della sanità. So che, in entrambi i casi, il confronto è ben avviato».Invece Costa non ha saputo nascondere un certo nervosismo di fronte alla domanda: non le pare invece che verso le Regioni ci sia un esagerato accanimento: il governo impugna troppe leggi regionali. La risposta è stata: «Da quando è in carica questo Consiglio dei ministri non credo proprio». (ua)

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