La Nuova Sardegna

Lente dell’antitrust, ecco le controdeduzioni

Pubblicate le osservazioni dell’Agcm sul rapporto Abbanoa-Eagas, ma la Regione ha già risposto

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CAGLIARI. La Regione ha «controdedotto nei termini previsti e con argomentazioni stringenti rispetto al percorso legittimo attuato dalle istituzioni sarde nell'ultimo decennio riguardo al gestore Abbanoa»: a comunicarlo è l’assessore regionale ai lavori pubblici Paolo Maninchedda, rispondendo a chi in queste ore ha segnalato l’apertura di un procedimento da parte dell’Antitrust legato alle presunte irregolarità denunciate da ventidue consiglieri regionali nel rapporto Regione-Abbanoa-Egas per l’impossibilità di esercitare il controllo analogo nei confronti della società in house. «L'atto dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato relativo ad Abbanoa, oggi pubblicato sul bollettino dell'ente - ha scritto Maninchedda - era stato notificato il 23 febbraio alla Regione». E’ tornato al centro dell’attenzione appunto perché è stato pubblicato nel bollettino online settimanale dell’Agcm, ma era noto da mesi. Peraltro, sottolinea ancora l'assessorato «l'Autorità ha inviato una segnalazione agli enti pubblici interessati e con questo si è esaurita la sua attività. L'Agcm non ha alcun potere di enforcement in casi come questo e non esiste pertanto oggi alcun procedimento aperto nei confronti di Regione, Egas e Abbanoa». I legali della Regione - informa la nota - hanno comunque chiesto l'accesso al fascicolo e l'Agcm risponderà alla richiesta dopo le festività pasquali.

A sollevare il caso Abbanoa davanti all’Agcm e all’autorità anticorruzione (Anac) era stato il consigliere regionale Antonio Gaia (Upc), autore di un documento firmato anche da altri ventuno onorevoli di Cps, Udc, Riformatori, Forza Italia, Psd’az, Sinistra per la democrazia e gruppo misto per segnalare la situazione di Abbanoa, sulla quale le due autorità hanno espresso pareri simili: così com’è - hanno sostenuto - il rapporto tra Abbanoa e l’Egas (l’organismo di controllo, ndr) è anomalo perché non risulta che l’ente di governo possa esercitare compiutamente il controllo analogo sulla società in house. In altre parole: con le quote societarie suddivise tra Regione (65,41%) e comuni (34,58%), l’Egas può acquisire gli atti amministrativi per compiere le verifiche di legge sull’amministrazione della società ma non gli viene riconosciuto il diritto-dovere di nominare e revocare il consiglio di amministrazione, l’amministratore e il direttore generale. Ha scritto il dirigente Anac, Umberto Reale, il cui parere è stato ripreso nel bollettino dell’Agcm dal presidente Giovanni Pitruzzella: «Da quanto emerge, il rapporto che si instaura tra la Regione e Abbanoa è solo indiretto, perché mediato dall’Egas». Quindi la Regione «non può influenzare in modo significativo l’attività della società in house». Conferma l’Agcm: «La disciplina del controllo analogo in vigore, seppure articolata e pervasiva, non consente in concreto all’Egas l’esercizio effettivo dello stesso controllo sulla società di gestione e ciò appare riconducibile all’assenza dei poteri di nomina e revoca quantomeno della maggioranza dei vertici direttivi e di controllo della stessa società da parte di Egas».

Da parte dell’Anac è partito un procedimento di vigilanza «per l’acquisizione di ulteriori elementi di valutazione». La conclusione è prevista entro 180 giorni dalla segnalazione del consigliere Gaia e non potrà essere disattesa. (m.l)

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